Di Pietro vuole l'impeachment per il Colle Pd e Idv insieme in piazza: ora ostruzionismo

Il leader dell'Idv attacca Napolitano dopo la firma al decreto: Capezzone: "E' indecente". Bondi: "Sinistra fagocitata dall'ex Pm". Bonaiuti: "Criticano l'Idv ma marciano assieme". Fini: "Non tirare il ballo il Quirinale, decreto male minore". Schifani: "Non si legittimano questi attacchi". Bersani: "Mobilitazione fino alla Consulta"

Di Pietro vuole l'impeachment per il Colle 
Pd e Idv insieme in piazza: ora ostruzionismo
Roma - Dopo la "chiamata alle armi in piazza", l'impeachement per il presidente della Repubblica. Antonio Di Pietro va ancora una volta all'attacco non solo del Pdl, ma soprattutto di Napolitano, bersaglio non nuovo per l'ex pm che ritiene necessario "capire bene il ruolo di Napolitano" sul dl salvaliste, una "sporca faccenda", per "valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni". "Ieri sera - afferma il leader di Italia dei valori in una nota - appena ho saputo che Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl, che permette a chi ha violato la legge di essere riammesso alla competizione elettorale, ho pensato tra me e me, come già è avvenuto per le altre leggi ad personam, che il presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Poi, stamattina, dalla lettura dei giornali ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se così fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l'arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta". "Lo dico con tutto il rispetto per la sua funzione - sottolinea Di Pietro - ma anche con il dovere che spetta ad una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia. Da subito ci attiveremo per mobilitare i cittadini onesti con una grande manifestazione a difesa della Costituzione contro quest’ennesima legge ad personam".


Pd e Idv scendono in piazza "L’Italia del valori sarà a piazza del popolo, sabato 13 marzo, insieme ai cittadini, a tante associazioni e a tutte le altre forze politiche del centro sinistra. La decisione è stata presa a seguito di un incontro tra gli esponenti dei partiti del centrosinistra del Lazio, svoltosi stamattina". Lo annuncia Leoluca Orlando, portavoce dell’Idv. "Abbiamo deciso di fissare la data già per il prossimo fine settimana. Coma già da noi annunciato, confermiamo che tutto il centro sinistra sarà unito a difesa della Costituzione e contro l’ennesimo decreto vergogna", aggiunge Orlando.

Capezzone: "E' indecente" "Anche stavolta il Pd resterà silenzioso? Ma davvero la sinistra sperava di buttare fuori gara i suoi antagonisti e di correre in beata solitudine, offendendo 15 milioni di italiani?", dice Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, osservando che "ora, Bersani, Bonino, Di Pietro, visto che non sono stati capaci di rispettare i loro avversari, dovrebbero almeno sforzarsi di rispettare gli elettori, a cui viene restituita dal decreto la possibilità di esercitare il loro diritto di voto, e il Quirinale, che si è mosso con scrupolo e senso di responsabilità". "È addirittura indecente - sottolinea - che Di Pietro parli di impeachment. "Gli insulti, le minacce, le evocazioni cupe che vengono dal signor Di Pietro confermano la pericolosità e l’ambiguità della linea politica dell’Italia dei Valori e di tutta la sinistra, che - da Bersani a Bonino - non osa dissociarsi dall’ex pm". «Fallito il tentativo di privare milioni di italiani del diritto di voto - aggiunge - ora qualcuno vorrebbe alzare i toni, agitare le piazze, minacciare il Capo dello Stato. Spero che tutti ricordino che la semina di odio contro Berlusconi ha prodotto i fatti di Milano del 13 dicembre, e l’attentato di Tartaglia. A qualcuno non è bastato? Si vuole ancora scherzare col fuoco?".

Latorre (Pd): inaccettbile La nuova uscita dipietresca contro il Colle non è però condivisa dal Pd. "È una posizione assolutamente inaccettabile, il presidente Napolitano continua ad operare con grande equilibrio e garanzia per tutto il Paese", dice il vicecapogruppo al Senato, Nicola Latorre. 

Bondi: "Sinistra fagocitata" "Ogniqualvolta c’è da dimostrare un briciolo di saggezza politica, di equilibrio e di moderazione, nell’arcipelago della sinistra si scatena invece il peggio: un irresponsabile furore polemico senza attinenza con la realtà, in questo caso senza neppure un’attenta valutazione dei contenuti del decreto", commenta il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, coordinatore del Pdl. "Da queste furibonde reazioni, che oltretutto rivelano uno scarso rispetto nei confronti del Presidente della Repubblica, si ha la conferma - prosegue Bondi - che la sinistra non si pone neppure il problema delle conseguenze politiche che deriverebbero dall’esclusione del primo partito del Paese dalla competizione elettorale. È evidente che in questo modo il confronto si rivela impossibile e, soprattutto, che su questo terreno l’opposizione è destinata ad essere fagocitata - conclude Bondi - dallo stile e dalle parole d’ordine sempre più sguaiate e pericolose di un Di Pietro".

Schifani: attacco che non si legittima "Nessuna campagna elettorale può legittimare una attacco al Capo dello Stato la cui autorevolezza e il cui prestigio è noto a tutti i cittadini italiani come garante della Costituzione e del senso alto delle istituzioni", stigmatizza il presidente del Senato, Renato Schifani. "Mi auguro fortemente - ha detto Schifani - che questi toni si abbassino perchè non ve ne è affatto bisogno".

Fini: "Non tirare in ballo Napolitano" "La prima cosa che non si deve fare è tirare in ballo il Capo dello Stato" dice anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. "La via del decreto è la scelta del male minore", aggiunge, intervenendo alla presentazione del suo libro Il futuro della libertà a Riccione. Fini tiene a chiarire che si tratta della scelta del male minore in virtù "di tutto quello che è stato detto e che si sarebbe verificato in mancanza di una interpretazione autentica della legge, garantendo a tutti la possibilità di partecipare e agli elettori il diritto-dovere di pronunciarsi in ragione di quello che è il programma e di quelli che sono i comportamenti che hanno contraddistinto le parti". "La posizione dell’onorevole Di Pietro è francamente incomprensibile e comunque inaccettabile", ha proseguito il presidente della Camera. "Evidentemente l’onorevole Di Pietro non sa o finge di non sapere che il Capo dello Stato che firma un decreto lo fa unicamente se quel decreto ha i necessari profili di costituzionalità.Il Capo dello Stato non entra mai nel merito del provvedimento d’urgenza varato dal governo - spiega Fini - quindi invocare addirittura l’impeachment significa perdere una buona occasione per tacere o comunque per studiare in modo più approfondito la Costituzione".

Violante: "Di Pietro a volte parla a vanvera" Luciano Violante, ad Ascoli Piceno per un convegno di giurisprudenza, ha risposto così a una domanda sulle esternazioni del leader dell’Idv sull’impeachment al presidente Napolitano. L’ex presidente della Camera non è poi voluto entrare nel merito del decreto, respingendo cortesemente la richiesta di un commento.

Bonaiuti: criticano l'Idv ma marciano insieme "È troppo facile prendere le distanze da Di Pietro e poi marciare insieme! Ci chiediamo come faccia una sinistra che si proclama riformista e moderata a restare, nei fatti, alleata per le elezioni regionali con chi attacca perfino il Capo dello Stato", polemizza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.

Calderoli: il presidente ha garantito il voto "Chi attacca il presidente Napolitano straparla, dimostrando di non aver neppure letto la Costituzione.

Con la sua firma il presidente Napolitano ha difeso la Costituzione garantendo a tutti il diritto-dovere del voto di cui articolo 48 della Costituzione, confermando così, ancora una volta, un altissimo senso dello Stato e della democrazia", replica con decisione a Di Pietro e alla sinistra, il leghista Roberto Calderoli.

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