Bechis critica il Mes e Gruber lo interrompe per fargli la lezioncina

Battibecco a Otto e mezzo tra la conduttrice e il giornalista Franco Bechis, che criticava il Meccanismo europeo di stabilità

Bechis critica il Mes e Gruber lo interrompe per fargli la lezioncina

Mes, Conte, governo e opposizione sugli scudi sono stati al centro della puntata di ieri sera di Otto e mezzo. E ancora una volta Lilli Gruber si è prodigata in una appassionata difesa dell’Europa e dello stesso Meccanismo europeo di stabilità. Ospiti in studio i giornalisti Franco Bechis, Giovanni Floris e Annalia Cuzzocrea (firma de La Repubblica), mentre in collegamento audio-video da Bruxelles ha fatto capolino l'ex Scelta Civica, ora Partito Democratico, Irene Tinagli.

La padrona di casa ha subito messo alle strette il direttore de Il Tempo: "Hai scritto sul tuo giornale che Conte ha fregato l’Italia…". E allora Bechis espone tutte le sue perplessità: "Ci sono due punti del nuovo Trattato del Mes che sono molto dubbi e che quasi rispecchiano in sé il pasticcio che nel 2010 fecero Angela Merkel e Nicolas Sarkozy nel 2010 parlando del coinvolgimento del settore privato, innescando quella crisi dei mercati finanziari che travolse l'Italia nel 2011…".

E poi c'è un altro punto che non convince Bechis, ovvero il meccanismo di ristrutturazione del debito in caso di richiesta d'aiuto: "Insomma, con la ristrutturazione del debito il titolo che oggi vale dieci potrebbe valerne appena cinque…". Il che, ovviamente, sarebbe una bella beffa, oltre che un enorme danno finanziario per l'Italia.

Qui, allora, interviene a gamba tesa la conduttrice, che cerca di ridimensionare gli appunti al Mes del suo ospite: "L'obbligo di ristrutturare il debito arriva se l’Italia è sull’orlo della bancarotta e ha la necessità vitale di farlo. È una questione molto tecnica…". Dunque Bechis prova a spiegare ulteriormente i suoi dubbi, ma viene sostanzialmente interrotto dalla Gruber: "Un attimo, no…no Franco, ti fermo…". In aggiunta alla sua voce, arriva a dar manforte quella della dem Tinagli che tuona: "Non è così…".

Bechis ha modo di tornare alla carica: "È previsto come meccanismo che se il debito non è sostenibile bisogna ristrutturarlo. E allora chiedo, tecnicamente oggi il nostro debito è sostenibile? Bene, se lo è, tutti gli altri Paesi dell'Unione Europea ci facciano una dichiarazione scritta allegata al trattato affermando che il nostro debito è sostenibile.

Perché io, invece, ho l’impressione che il nostro debito è sostenibile per l'Europa a seconda del governo in carica: se gli sta simpatico bene, altrimenti…". Infine, ecco la caustica chiosa di Lilli Gruber: "Chi decide sul nostro debito sono i mercati…".

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