Un bluff anche l'ecobonus: conviene non richiederlo

Regole rigide e leggi in contrasto, il 110% è utopia. Decreti attuativi: il Mef smentisce il sottosegretario

Un bluff anche l'ecobonus: conviene non richiederlo

Come diceva Tonino Guerra, «l'ottimismo è il sale della vita». Dev'essere lui dunque, seppur postumo, lo spin doctor del governo Conte, che a fronte dei miliardi promessi dai Decreti Cura Italia e Rilancio, ha fatto arrivare per ora soltanto iniezioni di fiducia. A parole. D'altronde la conferma arriva dal sottosegretario di Stato con delega all'editoria e all'attuazione (già!) di programma, parlando a Radio Rai degli attesi ecobonus e sismabonus al 110%. Quelli per cui, parole del premier, «ci si potrà rifare casa gratis». E allora, afferma Andrea Martella: «È vero che manca il decreto attuativo, però vedo che attorno all'ecobonus già la nostra economia si sta muovendo, basta vedere la Tv, la pubblicità delle imprese. Diciamo che si sta creando già una certa situazione di fiducia e di attesa positiva». E diciamolo, allora. Peccato però che per ora manchi il resto.

In pratica: perché stiano in piedi le promesse di Conte ci vorrebbe un'impresa edile. Soprattutto viste le parole sempre del fiducioso Martella: «Se guardiamo al Cura Italia, la percentuale approvata dei decreti attuativi è del 35%. Per il decreto Rilancio siamo al 10%. Ma quest'ultimo è ancora in Parlamento per la sua conversione: bisogna aspettare gli emendamenti. E quindi luglio». Per carità, non c'è fretta. Ma forse proprio le parole d

el sottosegretario hanno poi portato a una nota piccata del Ministero dell'Economia e Finanze: «I dati dei media sono fuorvianti e superati. Dei 36 provvedimenti attribuiti al Mef, 7 non sono qualificabili come adempimenti attuativi e 8 sono in anticipo. Procediamo spediti: molte delle norme sono già operanti».

Sarà. In ogni caso la grancassa funzionerà fino a quando gli italiani non si accorgeranno di limiti e trappole. Ti compri uno scooter elettrico? Pagalo e non si sa quando ti arriverà il rimborso. Il bonus vacanze da 500 euro? Vale per le famiglie con almeno tre persone, per quelle con due scende a 300, chi è da solo ne prende 150. E poi l'80% va per pagare l'albergo, il 20 in detrazione futura. Cervellotico..

Anche perché l tutto arriva da chi voleva scardinare il sistema e la burocrazia. Tornando all'ecobonus: per le agevolazioni, e poter girare eventualmente il credito d'imposta all'impresa che fa i lavori o a una banca (e stanno tutti aspettando appunto i decreti attuativi per decidere cosa fare), la strada è senza uscita. Si deve prima far redigere da un perito la certificazione che i lavori di coibentazione esterna «migliorino la classe energetica di due categorie o alla categoria più alta possibile». Concetto astratto che mette a rischio il lavoro degli esperti. E poi il decreto fissa il tetto del rimborso a 60mila euro (40mila per il riscaldamento), ma un decreto legge del 2016 limita a 100 euro per mq di facciata il massimo che si può richiedere. Secondo i calcoli fatti in un fact-checking del corriere.it, ad un condominio costerebbe di meno accedere al bonus del 65% piuttosto che chiedere quello al 110. E nel caso concreto citato dallo studio Teicos, lo stabile milanese che ha speso 240 euro al mq per rifare la facciata con il nuovo ecobonus si troverebbe a pagarne 130. Con il vecchio quasi 72.

Insomma, mentre in Parlamento si discute

se allargare le facilitazioni a seconde case singole o alle piscine (e fino al 2022 compreso), l'ottimismo fa a pugni con la realtà. E così restando, senza emendamenti correttivi, alla fine verrà giù tutta l'impalcatura.

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