Energia e rifiuti: Iren programma i prossimi 8 anni

Con un piano industriale "pulito" da 10 miliardi. L'ad Armani: "Solo ragionando ad ampio raggio realizzeremo i progetti"

Energia e rifiuti: Iren programma i prossimi 8 anni

Iren la multiutility controllata dai comuni di Torino, Genova e Reggio Emilia ha presentato un piano industriale spalmato su un arco temporale di otto anni, una lunghezza insolita. «Il lungo termine risponde a due necessità spiega Gianni Vittorio Armani, ad del gruppo - La prima, tipica delle società ad alta intensità di capitale, legata alla tempistica di realizzazione di nuovi impianti importanti per i quali occorrono 3-4 anni; mentre la seconda è quella di coordinarci a livello nazionale e europeo sui tempi della transizione ecologica». Il piano, che da qui al 2030 prevede investimenti per 10 miliardi, porterà un importante cambio di mix energetico. «L'azienda produce energia prevalentemente da cicli combinati, quindi con il gas, e negli anni passati non aveva piani di sviluppo sull'eolico e il fotovoltaico; la recente introduzione di progetti di investimento in queste aree sta però dando già grandi frutti. La crescita quindi è rapida e al 2030 potremo contare su un mix energetico completamente diverso».

Notizie positive anche sul fronte del ciclo dei rifiuti: «Già siamo un'eccellenza nella raccolta differenziata, che è del 70%, e abbiamo come obiettivo quello di aumentare le quote di rifiuti da rimettere in circolo, convertendoli in materia prima-seconda. Iren è già leader nel riciclo della plastica, poi abbiamo un progetto in stato avanzato per la produzione di biometano da rifiuti organici. Ogni scarto richiede uno specifico processo e il ruolo della ricerca è fondamentale. Un altro esempio di riuso virtuoso è quello che riusciamo a fare con la plastica di più scarso valore, che normalmente non è riciclabile, ma noi riusciamo a realizzare un prodotto per la produzione dell'acciaio, che costa e inquina meno del carbone». l modello della multiutility è quasi esclusivamente italiano e risponde all'esigenza di supportare le istituzioni territoriali: Iren si occupa di acqua, gas, elettricità, rifiuti, teleriscaldamento, reti, efficienza energetica e dall'anno scorso anche edilizia scolastica e dissesto idrogeologico là dove la pubblica amministrazione ha via via perso la capacità di realizzare infrastrutture. «Il focus dell'attività è il territorio, al quale grazie anche alla collaborazione con le amministrazioni locali portiamo benefici in tanti campi come quello dell'accettabilità delle opere pubbliche».

E la siccità? Un gruppo che gestisce reti idriche come la affronta? «Per l'acqua potabile non vedo emergenze. Piuttosto è l'acqua per l'agricoltura. Si tratta di un contesto disorganizzato in cui non è chiaro chi debba realizzare le infrastrutture necessarie e chi debba finanziarle. Un pensiero strutturato va fatto in tempi rapidi».

I 10 miliardi stanziati sono focalizzati

sulla crescita organica, ma Armani non esclude eventuali acquisizioni. Chiediamo: vi interessa Egea, la multiutility di Alba? «È nel nostro territorio e noi saremmo il partner ideale per le sinergie che possiamo realizzare».

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