Festa finisce nel sangue 37enne litiga e spara. Dieci ragazzi in ospedale

A far fuoco un pregiudicato di Tamburi. Grave un giovane che rischia una gamba

Festa finisce nel sangue 37enne litiga e spara. Dieci ragazzi in ospedale

La lite, gli spari, il fuggi fuggi generale. Si è rischiata la strage nello Yachting club di San Vito, lido e discoteca vicino a Taranto, dove dieci giovani, tra i 18 e i 28 anni, sono rimasti feriti nella notte tra martedì e mercoledì, dopo una rissa scoppiata tra due piccoli pregiudicati.

Nel locale era in corso una serata organizzata da studenti universitari e c'erano 300 persone, che parlavano, ballavano ascoltavano la musica. Secondo una prima ricostruzione, al culmine della rissa, scaturita alle 2 dal litigio tra due comitive, un giovane avrebbe impugnato una pistola calibro 9 cominciando a sparare e colpendo quattro ragazze e sei ragazzi. L'inchiesta è affidata alla squadra mobile, guidata dal vice questore Fulvio Manco, e coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone e dal sostituto Enrico Bruschi. Gli investigatori hanno scoperto che, all'origine degli spari, c'era stata una discussione tra un pregiudicato 37enne di Tamburi e uno 28enne di Grottaglie. Prima sono partite parole grosse, ognuno spalleggiato dagli amici, poi la situazione è degenerata. «C'è stata una rissa e uno scambio di pugni - ha raccontato Gianluca Piotti, il gestore dello Yachting Club -. Una delle persone coinvolte, nonostante non avesse avuto la peggio, ha tirato fuori la pistola e ha iniziato a sparare almeno sei colpi. È stato colpito con una bottiglia. In un primo momento ha sparato sui suoi rivali, poi ha sparato all'impazzata se non ad altezza uomo, ad altezza gambe». «È seguito un fuggi fuggi generale - spiega ancora - e credo che i feriti meno gravi siano stati dovuti al parapiglia che si è determinato. Non ho sentito i colpi perché ero a casa e dormivo. Sono stato chiamato. Sono stati però sentiti da tutti e si è capito che non erano fuochi di artificio». Nel locale le oltre 30 telecamere hanno immortalato tutta la scena e la testimonianza dei presenti ha permesso agli investigatori di individuare i responsabili.

«Correte, c'è un pazzo che si è messo a sparare, ci sono dei feriti, molte persone sono a terra», è stato l'allarme lanciato al centralino della polizia. Sul posto è arrivata la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza e sette ambulanze, con relative squadre di sanitari che hanno prestato i primi soccorsi. Quattro ragazzi sono stati operati per estrarre i frammenti di proiettili, mentre altri sei hanno riportato diverse contusioni nella fuga. Ad avere la peggio un 28enne, ricoverato nel reparto di Chirurgia vascolare dell'ospedale Santissima Annunziata, bersagliato alle gambe e ora in prognosi riservata. Non è in pericolo di vita ma i medici lo hanno sottoposto a un lungo intervento chirurgico per salvargli l'arto.

Immediata la caccia ai responsabili. Un 37enne, residente a Taranto, con precedenti per droga e reati contro il patrimonio, è stato individuato tramite i video. La polizia lo ha cercato a casa, nel quartiere Tamburi, ma non lo ha trovato. Sul posto hanno gli agenti hanno recuperato materiale importante di prova e, perquisendo casa della compagna hanno recuperato la maglietta di colore verde, i jeans e le scarpe corrispondenti a quelli indossati al momento della sparatoria. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l'uomo ha avuto prima una discussione con un uomo, poi se ne è avvicinato un altro.

In quel momento il 37enne, che risponde di duplice tentato omicidio pluriaggravato, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, lesioni volontarie aggravate, ricettazione e spari in luogo pubblico, ha esploso i colpi d'arma da fuoco verso entrambi, ferendoli. Anche i due feriti, compreso il 28enne più grave, di Grottaglie, hanno precedenti, uno per lesioni e l'altro per droga e armi.

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