L'Europa prepara le contromisure: price cap sul tavolo. Patto Parigi-Berlino

Venerdì riunione dei ministri dell'Energia: in arrivo il tetto al prezzo. Macron si accorda con Scholz: più forniture in cambio di elettricità. E i tedeschi scelgono di non smantellare il nucleare

L'Europa prepara le contromisure: price cap sul tavolo. Patto Parigi-Berlino

Una delegazione dell'Unione europea, guidata dal presidente del Consiglio Ue Charles Michel, è approdata ieri in Algeria per una visita a sorpresa che, guarda caso, include il tema della «cooperazione energetica». Il capo di Stato francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, dopo un colloquio in videoconferenza, hanno annunciato di essere arrivati a un accordo perché Parigi fornisca gas a Berlino, in cambio di elettricità prodotta dai tedeschi e recapitata alla Francia. E Macron ha dato la sua benedizione ad acquisti comuni di gas ma soprattutto al «price cap», il tetto sul prezzo che il governo di Mario Draghi chiede da tempo e al quale, dopo mesi di pressing, la Ue vorrebbe approdare, tanto che Ursula von der Leyen ne ha annunciato l'inserimento tra le proposte allo studio della Commissione «per aiutare le famiglie e le imprese vulnerabili a far fronte ai prezzi dell'energia». Della questione si discuterà con i singoli Stati alla riunione straordinaria dei ministri dell'Energia che si terrà venerdì 9 a Bruxelles, con l'idea di intervenire sul mercato Ttf di Amsterdam e separare il gas che arriva via tubo dalla Russia da quello liquefatto.

L'Europa tenta di correre ai ripari, in vista di un autunno caldo e di un inverno gelido per imprese e famiglie, dopo le minacce del Cremlino che in maniera sempre più esplicita e concreta ricatta il vecchio continente con lo stop al gasdotto Nord Stream. Mosca sostiene che le forniture di gas riprenderanno solo quando saranno revocate le sanzioni alla Russia, il ministro degli Esteri della Ue Josep Borrell parla di «regime fascista», salvo poi sostenere che ci sia stato un errore di traduzione dallo spagnolo, e incassa dalla Russia l'accusa di essersi «annullato come diplomatico».

È in questo clima e nell'ottica di uno stop definitivo alle forniture che è stato saldato ieri il patto Parigi-Berlino, nella forma di una «solidarietà franco-tedesca» annunciata da Scholz e Macron, con quest'ultimo che ha invitato i francesi alla «sobrietà energetica», unico modo per avere «in mano il proprio destino» nei prossimi mesi. Macron ha spiegato, ricordando che è la prima volta da molto tempo e si comincia fin da oggi: «Contribuiremo alla solidarietà europea in materia di gas. E beneficeremo della solidarietà europea in materia di elettricità». Allo stesso tempo, il ministro dell'Industria francese, Roland Lescure, ha dichiarato che l'obiettivo del gigante dell'energia Edf, e l'augurio del governo, è «riaprire le 32 centrali nucleari, al momento ferme, entro febbraio 2023». Dei 56 reattori a disposizione, oggi nel Paese 24 sono operativi ed entro fine anno Parigi vuole riportarne in funzione almeno 27.

Ma l'appuntamento più importante per l'Europa è fissato per venerdì, quando si aprirà un primo confronto sulle proposte della Commissione europea nella riunione dei ministri dell'Energia, preceduta domani da un incontro tra i tecnici e gli ambasciatori dei 27 Stati membri. Per evitare lacerazioni interne, Bruxelles starebbe valutando diversi «price cap», sulla base della dipendenza dal gas russo nelle differenti aree europee (est Europa zona rossa, maggiormente dipendente, penisola iberica zona verde, meno dipendente).

Sulle misure di emergenza contro il caro-bollette, von der Leyen pronuncerà un discorso cruciale alla plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles il 14 settembre. Nel frattempo il Fondo monetario internazionale avverte: l'Unione europea ha bisogno di un nuovo Recovery Fund, stavolta focalizzato sull'energia.

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