Ma l'Fmi avvisa Palazzo Chigi: «Sistema stabile Non va toccato»

Roma. «È importante non compromettere la stabilità del sistema pensionistico». La versione italiana delle Conclusioni del Fondo monetario internazionale sul nostro Paese contiene questa frase in più che nell'originale inglese non è presente. Una circostanza strana, considerata la precisione dell'organismo internazionale e che fa sorgere qualche dubbio.

L'Fmi, pur promuovendo la finanza pubblica italiana, ha denunciato proprio in quell'ultimo paragrafi i ben noti squilibri del nostro sistema chiedendo al governo Renzi di intervenire. Ad esempio, si fa menzione di un eccessivo carico fiscale sul lavoro e si chiede di tagliarlo attraverso «una difficile scelta politica», cioè «una spesa più efficiente e una fiscalità meno distorsiva». In buona sostanza, quello che chiede il Fondo guidato da Christine Lagarde è ciò che ci chiede l'Europa: meno cuneo fiscale, meno spesa pubblica e più patrimoniali sulla casa. Allo stesso modo, si chiede una revisione degli sconti fiscali (tax expenditures), quelli cui Renzi non vuole mettere mano proprio perché si traducono in un aumento delle imposte e causano immediatamente perdita di popolarità.

Tanta franchezza non può essersi contenuta in materia pensionistica. Se ci fosse stato qualcosa di non funzionante, sarebbe stato segnalato.

Quell'ammonimento preventivo a «non compromettere la stabilità», pertanto, potrebbe anche essere stato un'aggiunta caldeggiata dall'Italia stessa. Un avviso per interposta persona a quanti sia nella maggioranza che nell'opposizione vogliono toccare la riforma Fornero.

GDeF

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