Nell'opposizione regna l'imbarazzo. "Non c'ero, non ho visto, vado a pranzo..."

Sfilata di deputati da Elly ai 5 Stelle. E non arriva una parola di condanna netta

Nell'opposizione regna l'imbarazzo. "Non c'ero, non ho visto, vado a pranzo..."
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In Transatlantico si respira un'aria di grande imbarazzo tra i deputati di centrosinistra. A due giorni dalla manifestazione di Roma durante la quale è stata assaltata la sede della Onlus cattolica di Pro Vita e Famiglia, a prevalere è il silenzio.

Il premier Giorgia Meloni ieri ha invitato Elly Schlein (nel tondo), Giuseppe Conte e Maurizio Landini a condannare in maniera netta e chiara la violenza femminista che si è abbattuta nei confronti dei cattolici pro-life così come in passato era stato fatto, in modo trasversale, quando l'assalto lo aveva subito la Cgil. Da Conte arriva una condanna solo parziale, mentre Landini e Schlein preferiscono tacere. La segretaria del Pd, intercettata dai cronisti mentre esce dall'Aula di Montecitorio insieme al capogruppo dei dem Chiara Braga, fugge via senza rispondere sul merito e, sorridendo, dice: «Ragazzi, vado a mangiare...». Anche tra i deputati dem c'è un certo smarrimento. «Mah penso che abbiamo già condannato. No?», dice Matteo Orfini che, dopo aver controllato le agenzie e resosi conto del silenzio, dice: «Abbiamo sempre condannato. Vedrai che arriva la nota della segreteria...». E, poi, aggiunge: «Il paragone con la Cgil? È improprio. Le dimensioni sono ben diverse...». Ancor più vaga la risposta di un fedelissimo della Schlein, Marco Furfaro, che interpellato sulla polemica, dice: «Chiedi a Elly..». Poi, aggiunge: «Noi la violenza la condanniamo sempre e comunque...». Ma, a parte questi due casi, a colpire è soprattutto il senso di smarrimento che traspare nei volti di tantissimi deputati dem. L'emiliano Andrea De Maria dice: «Sono stati giorni un po' così. Non ho seguito molto. Mi hai segnalato una cosa interessante. Ora vado a guardarla». Gli fa eco Arturo Scotto: «Non ho seguito la vicenda e non commento». Medesima risposta arriva dall'ex sindaco di Bologna, Virginio Merola, che si limita a dire: «Non ho seguito». Anche Piero De Luca, figlio del governatore della Campania, è molto sfuggente: «Sto seguendo il Pnrr. Non ho proprio seguito e, quindi, evito di commentare...». Il calabrese Nicola Stumpo, invece, ha partecipato alla manifestazione, ma schiva la domanda: «Assalto? Io ero in piazza, ma non nel punto dov'è avvenuto il fatto. Non ne so nulla...». L'unico dentro il Pd che non ha esitazioni è Gianni Cuperlo: «Atto da condannare assolutamente senza sé e senza ma».

Gli altri partiti della coalizione giallorossa, però, non sono esenti dai silenzi. Il deputato sardo Marco Grimaldi dice: «Non solo nulla. Ero a Perugia al congresso di sinistra italiana». Riccardo Magi, segretario di +Europa, si aggiunge alla lista: «Assalto? Non so. Non ho seguito, ma comunque ogni atto di violenza è da condannare sempre». Infine, il pentastellato Luciano Cantone esclama: «Bisogna condannare le femministe? Ora? In questo Paese? E cos'hanno fatto?».

Poi aggiunge: «Aaaahhh la polemica di Salvini e Meloni? La Cgil sì e gli altri no? A me sembra una polemica inutile...». E, quando gli si fa notare che dentro la sede di Pro Vita è stato trovato un ordigno, risponde: «Se è così è grave e va condannato però mi pare comunque una polemica inutile».

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