Nutri-Score, Bruxelles esclude l'Italia

Nessun rappresentante tricolore invitato al simposio scientifico organizzato dal Consiglio Ue

Nutri-Score, Bruxelles esclude l'Italia
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Tra le eurofollie di Bruxelles una delle più pericolose per l'Italia è senza dubbio il Nutri-Score. Dopo un'intensa battaglia del nostro Paese in Europa negli anni passati contro la sua entrata in vigore, il Nutri-Score torna d'attualità e ciclicamente si cerca di riproporlo anche cercando di escludere l'Italia dal dibattito. È quanto accade a Bruxelles dove oggi la presidenza europea del Belgio ha organizzato un'iniziativa intitolata «Simposio scientifico: condivisione di esperienze e prospettive sul Nutri-Score e su altri sistemi di etichettatura nutrizionale». L'evento viene presentato così: «Questo simposio scientifico, ospitato dalla presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea, riunirà esperti di alto livello, responsabili politici, parti interessate e ricercatori provenienti da tutta Europa.

Verranno esplorate diverse prospettive sul Nutri-Score e su altri sistemi volontari di etichettatura nutrizionale sul fronte della confezione, già introdotti in alcuni Paesi dell'Ue per coinvolgere maggiormente i consumatori e incoraggiarli a fare scelte alimentari equilibrate».

Ospite d'onore la regina consorte del Belgio Mathilde d'Udekem d'Acoz (in foto), che aprirà i lavori insieme a Frank Vandenbroucke, vice primo ministro belga e ministro della Salute Pubblica. Trattandosi di un'iniziativa organizzata dalle istituzioni europee sul tema dell'alimentazione ed essendo l'Italia la nazione leader in materia, ci si aspetterebbe la presenza di numerosi relatori italiani invece, scorrendo il programma, non compare nemmeno un italiano. Anche se fosse una dimenticanza sarebbe uno scandalo visto il peso del nostro paese in termini culturali ed economici nel settore dell'alimentazione ma, apprende il Giornale, si tratta di una scelta voluta.

Essendo infatti l'Italia contraria al Nutri-Score è stato impedito ai rappresentanti del nostro paese di partecipare come racconta una fonte qualificata alGiornale: «A questa conferenza all'Italia è stato impedito di partecipare perché avrebbe criticato aspramente il sistema di etichettatura francese e le teorie antiscientifiche che lo sostengono».

L'indirizzo dell'iniziativa è infatti a senso unico e orientato a illustrare le «doti salutari e benefiche» del Nutri-Score come si intitola la terza sessione del simposio scientifico. Dopo i saluti introduttivi si terrà una prima sessione intitolata «Cinque anni di esperienza in Belgio con Nutri-Score» mentre la seconda sessione sarà dedicata a «Condividere le prospettive di altri Stati membri sull'etichettatura nutrizionale» per poi concludere con una tavola rotonda in cui interverranno membri della commissione e delle istituzioni europee e professori universitari.

Il motivo della netta contrarietà italiana a questo strumento è presto detto. Il Nutri-Score è un sistema di etichettatura realizzato in Francia e pensato per semplificare la classificazione dei prodotti alimentari attraverso due scale, una cromatica divisa in cinque gradazioni di colori (dal verde al rosso) e una alfabetica (dalla lettera A alle E). Il problema di questo sistema di classificazione è che verrebbero penalizzati i prodotti italiani a partire dall'olio, il prosciutto e il parmigiano. Per fare qualche esempio, il prosciutto crudo di Parma avrebbe il bollino rosso e lettera E, il parmigiano reggiano risulterebbe in categoria D (arancione), mentre l'olio extravergine di oliva risulterebbe nella categoria C (gialla). Da qui la netta contrarietà dell'Italia poiché l'entrata in vigore di questa classificazione comporterebbe un grande danno economico per il nostro comparto alimentare e per tutto il Made in Italy.

In questi anni non sono mancate le occasioni in cui le istituzioni europee si sono caratterizzate per iniziative e posizioni non proprio democratiche e pluraliste ma, che si

arrivi a escludere l'Italia da un'iniziativa promossa dalla presidenza di turno dell'Ue poiché la posizione del nostro paese non è in linea con quella di Bruxelles, la dice lunga sul clima che si respira nell'Unione europea.

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