Ong, Salvini 'affonda' il figlio di Tria: "Lo riporterei a casa per l'orecchio"

Il ministro dell'Interno su Stefano Paolo Tria, figlio del ministro dell'Economia e skipper su una nave di appoggio della Ong Mediterranea

Ong, Salvini 'affonda' il figlio di Tria: "Lo riporterei a casa per l'orecchio"

Giovanni Tria è sotto attacco. I decreti da firmare sui rimborsi ai truffati dalle banche, le polemiche su alcune nomine, la lite col M5S. E poi c'è anche quel particolare, curioso, del figlio Stefano Paolo Tria impegnato come skipper su una nave di appoggio alla Mare Jonio, l'imbarcazione umanitaria di Mediterranea Saving Humans.

Il giovane figlio del ministro dell'Economia è da qualche giorno sulle prime pagine di molti giornali. Si parla della sua scelta così in conflitto con la politica dei "porti chiusi" portata avanti dal governo di cui il papà fa parte. C'è chi lo critica e chi invece lo definisce "uno di noi". Anche il ministro dell'Interno ha detto la sua, alla fine, su questa vicenda colorata che lambisce da lontano il governo gialloverde. "Se le colpe dei padri non ricadono sui figli - ha detto Salvini - le colpe dei figli non devono ricadere sui padri. Ognuno passa il tempo come vuole...se mio figlio andasse in giro per barconi lo riporterei a casa per l'orecchio, ma ognuno fa come vuole".

Lo scorso 18 marzo la Mare Jonio ha fatto sbarcare a Lampedusa 48 migranti recuperati al largo della Libia.

Al momento il capitano della nave e il capo missione di Mediterranea, Luca Casarini, sono indagati dalla procura con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "Che importa chi sono e di chi sono figlio? Importa quello che faccio", si è sfogato ieri il figlio di Tria.

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