Sapelli: "Al governo c'è la mucillaggine peristaltica"

L'economista Giulio Sapelli boccia il Mes e l'Europa. E si scaglia contro il governo: "Vergognoso bocciare il prestito nazionale"

Sapelli: "Al governo c'è la mucillaggine peristaltica"

Non usa giri di parole Giulio Sapelli nell’esprimere un giudizio negativo sull’Europa di oggi, sulle tante belle parole ma fatti zero della Commissione a sostegno dei Paesi membri travolti dalla crisi economica del Covid, e anche sull’esecutivo giallorosso. L’economista ci spiega il suo "no" a un governo tecnico per il post Conte – "Mi sembra che il governo Monti ci abbia già insegnato abbastanza e che i tecnici siano anche peggio della mucillaggine peristaltica che oggi ci governa" – e smaschera l’Unione europea, ricordandole colpe e responsabilità: "Non sa come attivare il Mes. Andrà a finire che la pandemia terminerà e il Fondo non sarà stato neanche approvato. L’Europa non farà nulla di concreto".

Recovery Fund, Bei, Sure e Mes: professore Sapelli, facciamo il punto?

"Tante parole e altrettante sigle, ma fatti e aiuti concreti zero. Il trattato internazionale del Mes è il ritratto di quello che è l’Europa: un continente senza stato di diritto, senza costituzione, regolato da trattati internazionali. Il Mes andrebbe sottoposto, per coloro che ne avessero ricevuto aiuti finanziari, alle regole scritte nel tratto di Maastricht, che dicono che non si può né fare debito né mutualizzazione del deficit".

Gualtieri, Conte e i giallorossi dicono diversamente…

"E dicono male. È una cosa molto grave che queste persone che sono al governo, e chi fa il tifo per loro sui giornali o in televisione, o non si informano o mentono, soggiogati alla 'democrazia' europea che vuole dominare. Dico questo perché sarebbe bastato fare un semplice trattato che dicesse di applicare l’articolo 122 del trattato di finanziamento dell’Unione del 2012, che dice che in caso di eventi catastrofici il trattato di Maastrich è sospeso.

Oggi c’è l’Eurogruppo: che fine farà questo Mes?

"Non hanno ancora trovato un modo per metterlo in atto. E per fare un vero Mes senza condizioni bisogna fare, ripeto, un nuovo trattato internazionale. Quindi, penso proprio che l’Eurogruppo rimanderà nuovamente la decisione sul Fondo Salva Stati. E andrà a finire che la pandemia finisce e il Mes non sarà stato ancora scritto e approvato"

Quindi l’Ue non darà realmente una mano ai Paesi membri?

"Esattamente, l’Europa non farà nulla di concreto"

Ma qual è il futuro prossimo e più lontano di un’Europa del genere?

"L’Unione Europa e l’euro sono nelle mani della Germania. L’unione monetaria finirà quando i tedeschi lo vorranno: quando si saranno stancati di aderire a una moneta unica, alla quale peraltro non volevano neanche, se ne andranno. Insomma, sono entrati controvoglia e se ne andranno quando vorranno, ovviamente facendo in modo che i loro interessi siano ben salvaguardati. Ecco, spero che si avranno meno danni possibili per tutti gli altri"

Sarà la fine dell’Ue?

"Più che dell’Unione, direi della moneta unica. Comunque, io auspico che rimanga in vigore l’euro ma che cambi radicalmente la politica economica dell’Europa. E che si scrivi una costituzione e che i popoli la approvino, perché altrimenti l’Europa continuerà a essere il caos di questi anni, o meglio un’entità che non esiste, del tutto astratta. Perché attualmente esistono solamente gli Stati nazionali che aderiscono i trattati dell’Ue"

Dal livello comunitario a quello nazionale. Cosa ne pensa dell’operato del governo rispetto alla crisi economica?

"È vergognoso che questo esecutivo non abbia ascoltato e non abbia preso neanche in considerazione l’idea di Giulio Tremonti e del più grande banchiere italiano Giovanni Bazoli, che hanno entrambi proposto un prestito nazionale a bassissimo tasso di interesse e a bassissimo termine, come peraltro fatto nel ’45 e nel ’48 dopo la guerra"

A livello geopolitico, l’Italia e l’Europa – anche geograficamente – sono a metà tra il polo americano e quello cinese. Come rapportarsi alle due superpotenze?

"Allora, una premessa è d’obbligo: sul piano continentale, quello che conta a livello geopolitico sono le relazioni che Italia, Francia e Germania hanno con il mondo, con Usa e Cina. La Germania per la sua grande potenza economica, la Francia perché ha forti interessi africani e ha forse una diplomazia economica e politica migliore del mondo, e l’Italia perché è una piattaforma in mezzo al Mediterraneo"

Ciò detto, qual è lo Stato delle cose con Washington e Pechino?

Partendo alla Germania, negli ultimi vent’anni sotto Angel Merkel si è schierata contro gli Stati Uniti e a favore della Cina, per il commercio mondiale dell’acciaio, e della Russia, per i dazi. La Francia ha cercato di mediare tenendosi in equilibrio, mentre l’Italia, anche causa il ruolo del Vaticano, si è appiattita sulla Cina in modo assoluto. E questo ci ha danneggiato moltissimo nei nostri rapporti con gli Stati Uniti: io penso che l’unica salvezza dell’Italia sia la collocazione transatlantica: senza gli Usa siamo persi.

Per chiudere, tornando in Italia e alle questioni "romane", una battuta su un possibile governo tecnico.

Si parla di Vittorio Colao o Mario Draghi a Palazzo Chigi: cosa ne pensa?

"Mi sembra che il governo Monti ci abbia già insegnato abbastanza che i tecnici sono anche peggio della mucillaggine peristaltica che oggi ci governa. L’unica cosa peggiore di Conte sarebbe un esecutivo Colao o Draghi".

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