"Usate bombe a grappolo. Morti 2mila civili ucraini". Kherson è caduta. Kharkiv colpita dai razzi. "Mosca vuole cancellarci"

Gli Usa: armi non convenzionali usate da Mosca. Boris Johnson: "Putin criminale di guerra". Blinken vola a Bruxelles, poi sarà in Polonia e nei Paesi Baltici. Kiev: "Uccisi 6mila soldati russi". Mosca: "Sono 500"

"Usate bombe a grappolo. Morti 2mila civili ucraini". Kherson è caduta. Kharkiv colpita dai razzi. "Mosca vuole cancellarci"

La furia di Putin si abbatte sull'Ucraina, martoriata da una guerra che giorno dopo giorno rinnova i propri orrori. Kherson, nell'Ucraina meridionale, è caduta in mano alle forze russe ed è la prima grande città a passare sotto il controllo di Mosca dall'inizio della guerra. E che sia un massacro non lo dice solo il presidente Volodymyr Zelensky - «la Russia vuole cancellare il nostro Paese e la nostra storia» - lo dicono i numeri: i civili che avrebbero perso la vita dopo una settimana di bombardamenti sarebbero più di 2mila, oltre a 13mila feriti. La Casa Bianca accusa Mosca di utilizzare armamenti eccezionalmente letali, bombe a grappolo e termobariche. Meno diplomatico il premier britannico Boris Johnson che definisce l'operato di Putin quello di un «criminale di guerra». Biden intanto invierà oggi il segretario di Stato Blinken a Bruxelles e poi in Polonia, Moldavia e nei Baltici per discutere di sanzioni. Blinken che preannuncia un dossier per «documentare i crimini di guerra della Russia come le armi proibite usate per colpire i civili».

Il leader del Cremlino, che incassa anche le dure critiche della Chiesa ortodossa e del Patriarca di Mosca Kirill (che parla di «ingiusto calvario dei fratelli ucraini»), vive nella consapevolezza che mettere le mani su una grande città significherebbe spostare a proprio favore gli equilibri del conflitto. La guerra lampo è soltanto più un'illusione, con le forze ucraine che stanno contenendo su tutti i fronti l'avanzata dell'esercito russo. Le riscontrate difficoltà di arrivare a Kiev, in una partita da risolvere in 48 ore, costringono gli strateghi militari a concentrare gli sforzi a est, su Kharkiv, sottoposta a un durissimo assalto. Il Pentagono ritiene che i russi impiegheranno altri 7 giorni per circondare Kiev e Kharkiv, e 6 settimane per prendere il controllo del Paese, ma che il conflitto potrebbe durare anche 10 anni. Dopo una settimana, lo dice il ministro della Difesa Shoigu, sono caduti 498 militari russi, mentre Kiev sostiene di averne neutralizzati quasi 6mila, aggiungendo che Mosca sta pensando di inviare al fronte i cadetti dell'accademia militare.

Kharkiv è la seconda città dell'Ucraina, e possiede una preziosa valenza strategica: è un grande centro industriale, la sua popolazione è in parte russofona, ma soprattutto confina con le Repubbliche filorusse di Donetsk e Lugansk. Le truppe russe stanno accerchiando poi il grande porto ucraino di Mariupol, a sud, per ottenere il controllo totale del mar d'Azov. Il sindaco Vadym Boichenko: «Siamo senz'acqua. Ci sono 500mila persone in trappola».

Nel territorio di Kharkiv, uomini e mezzi sono ammassati a Belgorod (120 km a nord est) avanzano lentamente. Da qui l'idea di sorprendere la città dall'alto, con le truppe aviotrasportate che ieri notte sono atterrate dando vita a violenti combattimenti. Durante tutta la giornata, le posizioni di difesa della città hanno subìto il fuoco nemico di aerei e artiglieria. I massicci bombardamenti hanno colpito ospedali, edifici della polizia, dei servizi di sicurezza e anche dell'Università Karazin, danneggiando gasdotti e lasciando 40mila persone al freddo. «Stanno bombardando e sparando missili da crociera contro aree residenziali. Hanno lanciato contro la città tutte le forze immaginabili e un numero colossale di carri armati si avvicina, ma resisteremo», dice il sindaco Igor Terekhov.

Ieri i combattimenti sono proseguiti anche a Sumy, Chernihiv, Zhytomyr, Bila Tserkva e Dnipro. Kherson, città sulle sponde del Mar Nero che rappresenta la porta del sud dell'Ucraina è caduta ed è l'unico vero ostacolo sulla strada che porta a una delle città strategicamente più importanti, Odessa. Il sindaco, Igor Kolykhaev ha chiesto che venga predisposto un corridoio umanitario per trasportare morti e feriti e ottenere cibo e medicine. «Sventola la nostra bandiera, ma stiamo mediando ogni azione con i russi», ammette Kolykhaev. A Zaporizhzhia, città dell'Ucraina sud-orientale e sede della più grande centrale nucleare d'Europa, centinaia di cittadini hanno bloccato la strada d'accesso all'impianto.

Nei video che circolano sui social si vedono persone di fronte ai carri armati, disposte a farsi schiacciare pur di non cedere il passo. Sventolando bandiere ucraine hanno costretto i tank a spegnere i motori. Così come a Starobilsk, nella regione di Luhansk.

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