La vendetta palestinese. Un jihadista in auto falcia i pedoni a Tel Aviv

L'attentatore è un 20enne di Hamas: ucciso da un civile di passaggio. Sette feriti, 4 gravi

La vendetta palestinese. Un jihadista in auto falcia i pedoni a Tel Aviv
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È arrivata implacabile la vendetta palestinese per l'operazione antiterrorismo israeliana di Jenin. Ieri c'è stato un attacco terroristico a Tel Aviv. Un gruppo di persone è stato travolto da un camioncino grigio alla fermata di un autobus, nella parte Nord della città; sono seguiti degli spari. L'autore è stato «neutralizzato» da un civile armato. Sette persone sono rimaste ferite, compresa una donna incinta, quattro in maniera grave. Secondo la polizia, l'aggressore palestinese ha lanciato il suo veicolo contro la gente su un marciapiede in Pinchas Rosen Street, poi è sceso e ha accoltellato altri. Il capo della polizia Yaacov Shabtai ha così riassunto la dinamica. «L'attentatore è arrivato a bordo di un furgone e ha centrato una fermata di autobus e subito dopo - ha spiegato - ha cominciato ad accoltellare i passanti. È stato fermato dal coraggioso intervento di un civile», ha aggiunto.

I filmati delle telecamere di sorveglianza hanno mostrato il momento in cui il terrorista si è schiantato contro i pedoni alla fermata dell'autobus. Qualche istante dopo è stato visto emergere dal veicolo e precipitarsi ad accoltellare gli spettatori. Sull'attentato è intervenuto il premier Benjamin Netanyahu e ha spiegato: «Chi pensa che un simile attacco terroristico ci dissuaderà dal continuare a combattere il terrorismo si sbaglia. Semplicemente non conoscono lo spirito di Israele». Un altro video circolato sui social media invece ha mostrato un uomo armato che indossava un casco da motociclista che sparava più volte all'assalitore con una pistola, e gli strappava il coltello dalla mano. Il civile ha poi raccontato alla polizia: «Ho parcheggiato la mia moto alla fermata dell'autobus. Mentre stavo uscendo, ho sentito un forte rumore. Ho pensato che fosse un incidente stradale. Il terrorista mi ha inseguito. Gli ho sparato ed è caduto. Mi tremavano le gambe. Pregavo che il proiettile partisse, perché se non lo avesse fatto sarei morto», ha spiegato. Un gesto apprezzato dal ministro della sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir che ha applaudito al «cittadino coraggioso».

L'agenzia di sicurezza interna Shin Bet ha detto che il terrorista che ha effettuato l'attacco non aveva un permesso di ingresso in Israele. Il suo nome è Abed al-Wahab Khalaila, 20 anni, della città di as-Samu, in Cisgiordania. I media in lingua ebraica avevano erroneamente chiamato l'aggressore Hussein Khalaila, 23 anni, forse un parente che aveva un permesso per entrare in Israele per cure mediche. Lo Shin Bet ha detto che Khalaila, non aveva commesso in precedenza reati contro la sicurezza. Hamas ha invece affermato che era un proprio militante, ma non ha rivendicato direttamente l'attacco. Il portavoce Hazem Qassem ha però inneggiato all'attentato. «L'eroico attacco a Tel Aviv è la prima risposta ai crimini dell'occupazione contro il nostro popolo a Jenin».

I testimoni erano sotto shock per la violenza sotto i loro occhi. «Ero dietro l'edificio e ho sentito alcuni spari», ha detto Lee. «Qui ci sono ristoranti e caffè. A due metri dall'attacco si trova un grande asilo». L'attentato è avvenuto mentre l'esercito israeliano stava conducendo un'importante operazione nella città di Jenin (già 11 le vittime). L'azione è arrivata dopo che una serie di attacchi terroristici palestinesi contro israeliani ha ucciso 24 persone dall'inizio di quest'anno.

Molti degli aggressori provenivano da Jenin e dintorni. Lunedì intanto un altro sospetto attacco terroristico. Un adolescente palestinese ha accoltellato e ferito leggermente un uomo israeliano nel sobborgo di Tel Aviv di Bnei Brak.

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