Zelensky, pugno duro a Kharkiv. "Via il capo della sicurezza". L'Est sempre più in mano russa

Sotto le bombe di Kharkiv, tra i suoi soldati. Volodymyr Zelensky, il presidente dell'Ucraina, ha trascorso la domenica così

Zelensky, pugno duro a Kharkiv. "Via il capo della sicurezza". L'Est sempre più in mano russa

Sotto le bombe di Kharkiv, tra i suoi soldati. Volodymyr Zelensky, il presidente dell'Ucraina, ha trascorso la domenica così: in visita nella seconda città del Paese, nel Nord-Est, una delle zone più soggette alle mire di Mosca. Il 31 per cento della regione è sotto il controllo degli invasori, che però si sono visti sottrarre il 5 per cento dai «padroni di casa».

È la prima volta che il presidente-attore mette piede nell'area orientale del Paese. Anzi, è la prima volta che lascia Kiev da quel 24 febbraio in cui l'Ucraina fu invasa dalle truppe russe. Zelensky ha visitato le postazioni delle truppe e fatto un sopralluogo agli edifici distrutti dell'area (tra i quali 2.229 abitazioni). «Provo un orgoglio sconfinato per i nostri difensori - ha scritto su Facebook Zelensky -. Ogni giorno, rischiando la vita, combattono per la libertà per l'Ucraina. Grazie a ciascuno di voi per il vostro servizio! Difenderemo la nostra terra fino all'ultimo». Zelensky in serata ha annunciato la rimozione del capo della sicurezza della città: «Non ha difeso la città». Giorno di abbracci ma non di tregua per Kharkiv. Forti esplosioni sono state udite a ora di pranzo. Lo stato maggiore ucraino ha diffuso immagini dei danni causati a un impianto fotovoltaico a Merefa, alla periferia di Kharkiv, colpito con missili Iskander lanciati da Belgorod.

Circa duecento chilometri a Sud-est di Kharkiv c'è Severodonetsk, nel Lugansk, che è il campo di battaglia più importante di questa fase in cui la Russia sembra aver accantonato precedenti esitazioni ed errori. La città sembra in procinto di essere isolata, ciò che preluderebbe a una sua caduta e a un altro passo avanti dei russi nella conquista totale del Donbass, che è uno dei principali obiettivi strategici e consentirebbe in ogni caso a Vladimir Putin di intestarsi la vittoria dell'«operazione speciale». Le stesse forze ucraine affermano di essere «in una posizione difensiva difficile» a Severodonetsk, città costantemente bombardata e che il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, dichiara «sotto il completo controllo» delle forze russe. Il capo dell'amministrazione militare regionale Sergei Gaidai parla di «situazione ancora più difficile rispetto a sabato» e di continui attacchi: 60 case distrutte e due persone, tra cui una bambina, morte tra le macerie. Ormai entrare o uscire dalla città è quasi impossibile e anche un'eventuale evacuazione sarebbe molto pericolosa. I russi hanno effettuato «un'intensa ricognizione» su Slovansk, attacchi aerei nell'area di Dovhenke, su Sumy e su infrastrutture civili a Bohorodychne e Sviatohirsk. Un raid ha colpito anche la periferia di Kryvyi Rih, nell'oblast di Dnipropetrovsk, città natale di Zelensky.

I russi hanno subito anche qualche scacco. Le forze armate ucraine avrebbero eliminato il comandante di un battaglione d'assalto aereo russo del 104° reggimento d'assalto aereo, il tenente colonnello Alexander Dosyagaev.

Le forze ucraine hanno distrutto oltre il 30 per cento dei carri armati russi dall'inizio dell'invasione. Russi che avrebbe utilizzato in Ucraina il 70 per cento della sua forza militare convenzionale, con un costo di 700 milioni di euro al giorno.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica