Il premier: "La crisi non ritarda il programma" La Corte dei conti: "Spesa, raschiato il fondo"

Silvio Berlusconi nell'ultimo libro di Bruno Vespa: "Non c’è alcuna ragione per cui il nostro programma debba subire ritardi. La produzione industriale è in ripresa". Corte dei conti: "Sulla spesa raschiato il fondo del barile". Schifani e Fini: sì al taglio delle spese per il Parlamento

Il premier: "La crisi non ritarda il programma" 
La Corte dei conti: "Spesa, raschiato il fondo"

Roma - "In nessun Paese d’Europa si sta parlando di taglio delle tasse, né si pensa di poterlo fare da parte dei governanti più responsabili: la crisi economica non lo consente, e non lo consentirà fintanto che non sarà stata definitivamente superata, cosa che ora non è avvenuta. L’Italia ha finora mostrato di sapere tenere i conti in ordine, come hanno riconosciuto tutti gli organismi di controllo internazionali, da ultimo il Fondo monetario internazionale. È stata una grande impresa per il governo: una vera e propria diga che ha evitato conseguenze negative". Lo dice Silvio Berlusconi in un colloquio con Bruno Vespa per il libro "Nel segno del Cavaliere" che uscirà a fine maggio per Rai Eri Mondadori.

"La crisi non influirà sui nostri programmi" L’attuale crisi internazionale e la manovra allo studio non influiranno sui programmi di governo e il federalismo fiscale sarà il modo migliore per combattere l’evasione, ha proseguito il Cavaliere. A Vespa che chiede se il nervosismo dei mercati e il taglio agli stipendi dei dipendenti pubblici in Grecia comporteranno ritardi nei programmi di governo, Berlusconi replica. "Non c’è alcuna ragione per cui il nostro programma debba subire ritardi. La produzione industriale è in ripresa, il governo manterrà un’attenzione rigorosissima sui conti per continuare nei tagli alle spese superflue e ai privilegi e per contenere il costo complessivo dell’amministrazione, come è avvenuto nei primi due anni della legislatura. Tutto continuerà come previsto, senza ritardo alcuno".

"Pressione fiscale"
"Pur non avendo la quarta economia del mondo, abbiamo -rimarca il premier- il quarto debito pubblico mondiale. Questo ci obbliga a collocare 250 miliardi l’anno di titoli del debito pubblico. Se si tolgono i sabati e le domeniche, significa convincere gli investitori di tutto il mondo a investire ogni giorno un miliardo di euro sui titoli del nostro Tesoro. Oggi questi titoli sono riconosciuti tra i migliori in Europa, tra i più affidabili e sicuri, secondi soltanto a quelli della Germania. Questo è il vero miracolo economico che abbiamo compiuto e che stiamo continuando a fare, giorno dopo giorno. Dunque, sarà solo grazie a questo miracolo che, quando il bilancio pubblico lo consentirà, la pressione fiscale potrà iniziare a scendere".

"Federalismo strumento migliore contro evasione" "Il federalismo fiscale sarà lo strumento più efficace di contrasto nei confronti dell’evasione - assicura il presidente del Consiglio -. Il contribuente non spedirà più la sua denuncia dei redditi a Roma, ma la consegnerà al comune di appartenenza, dove le sue reali condizioni di vita e di eventuale benessere saranno ben note a tutti i suoi compaesani. Sono perciò convinto - sottolinea Berlusconi - che le dichiarazioni saranno più veritiere e avremo un incremento rilevante dei redditi da sottoporre all’imposizione fiscale perchè nessuno vorrà incorrere nelle reprimende di chi conosce il suo tenore di vita e nelle sanzioni del fisco". Vespa puntualizza obiettando che "la nuova organizzazione si annuncia costosa, prima di poter recuperare denaro e efficienza. Ma il premier ribatte sicuro: "Perché mai? I comuni non dovranno certo accedere a nuove assunzioni". 

Corte dei Conti: "Spesa, raschiato fondo del barile" Gli strumenti di controllo della spesa "hanno funzionato meglio che in passato", ma "il fondo del barile è stato raschiato a sufficienza". Lo ha sottolineato il presidente di sezione della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo, presentando il rapporto sul coordinamento della finanza pubblica. La Corte dei Conti rileva che "al netto dei trasferimenti agli altri enti dell’amministrazione pubblica, degli interessi sul debito e delle spese di personale, la spesa statale (nella definizione di contabilità nazionale) èdell’ordine di soli 80 miliardi di euro, essendo costituita per circa 22 miliardi da consumi intermedi, per altri 20 miliardi da investimenti fissi lordi e da contributi in conto capitale alle imprese e, per il resto, da un insieme di voci eterogenee". Per questo, secondo la magistratura contabile, "ci sono margini strettissimi per intervenire" sul fronte della spesa statale.

Schifani e Fini: Parlamento, sì al taglio delle spese I Presidenti del Senato della Repubblica, Renato Schifani, e della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, hanno convenuto sulla necessità che le Camere, nella loro autonomia costituzionale e dopo aver preso conoscenza degli interventi che saranno decisi dal governo, partecipino responsabilmente al contenimento della spesa pubblica reso necessario dall'attuale situazione economico-finanziaria. E' quanto si legge in un comunicato congiunto del Senato e della Camera dei deputati.

Gli indirizzi a tal fine ritenuti opportuni saranno definiti in un incontro tra i due Presidenti delle Camere che, assieme ai Questori e ai Vicepresidenti Presidenti dei rispettivi Comitati per gli Affari del personale, si riuniranno a Palazzo Montecitorio mercoledì 26 maggio.

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