IL RAPPORTO 2012

È un Paese a corto di speranza e di pazienza, quello illustrato ieri mattina dal presidente di Eurispes, Gian Maria Fara. E col rapporto Italia 2012, dall’«Istat di sinistra» arriva anche il benservito al premier Monti, in picchiata nell’indice di gradimento. Tanto che lo stesso Fara auspica urne al più presto. Nonostante il favore iniziale dell’opinione pubblica nei confronti del Governo tecnico, i primi provvedimenti in materia economica hanno riportato scontento, malumore e sfiducia negli animi scoraggiati degli italiani. Solo il 21,1% si dichiara fiducioso, il 76,4% dimostra poca o nessuna fiducia e il 2,5% non risponde. In sintesi, l'effetto Monti vale al momento solo il 6% in più nella fiducia degli italiani. Il perché, sono le altre voci a spiegarlo.

Dagli stipendi, col 27,3% degli italiani che non arriva a fine mese, alle rate, sinonimo di un Paese che arretra, ormai unico modo di fare acquisti per il 25,8% degli italiani. Fino alle ferie: il 72,2% ha optato per il taglio delle spese per viaggi o vacanze nel 2011, il 2,2% in più sul 2010.

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