Regionali, la Polverini chiama l’Udc

«Non vi nascondo che questa notte non ho dormito, ho passato momenti alterni, di gioia per questa candidatura, ma anche di paura, quella di ritrovarmi da sola. Quando alle 4 mi sono finalmente addormentata ho capito di aver sbagliato: non sarò da sola perché avrò sempre al mio fianco tutti voi». Parte con una notte quasi in bianco l’avventura di Renata Polverini a candidato presidente della Regione del Pdl, ufficializzata mercoledì sera, troppo tardi perché potesse «digerirla». Ma la segretaria dell’Ugl farà a bene a recuperare il sonno perduto, perché avrà bisogno di tutte le energie per vincere a marzo. Anche se nel Pdl tutto si respira un clima di ottimismo. Anzi, di più. Il motto pare essere: con Renata si vince.
Il più convinto è Gianni Alemanno: «Polverini è la persona giusta per le regionali perché ha esperienza organizzativa e di rappresentanza - dice il sindaco -. In più ha una cultura sociale che può parlare a tutto l’elettorato, anche a quello di sinistra. Renata Polverini può essere un presidente che parla a tutto il popolo del Lazio». Alemanno, che rivendica l’onore di aver dato l’annuncio alla Polverini, parla di «candidatura forte e carica di grandi valori sociali che certamente possono interessare anche all’Udc». E la stessa Polverini insiste su questo tasto: «Mi farebbe piacere che in questa coalizione non ci fosse soltanto il Pdl ma anche altre forze politiche e in particolare l’Udc di Casini».
Vedremo. Ma la voglia di vincere è tanta. «Ora il Popolo delle libertà del Lazio ha la possibilità di conquistare il consenso della maggioranza degli elettori», dice il vicesindaco di Roma, senatore Mauro Cutrufo. «Renata Polverini ha maturato sul campo una lunga esperienza nella difesa dei lavoratori, del territorio, dello sviluppo economico che sono esattamente i requisiti necessari per voltare pagina dopo la disastrosa esperienza della Giunta Marrazzo», dice lapidario Luca Malcotti, vicecooridnatore romano del Pdl. «La Polverini sarà una sorpresa, è una delle persone veramente nuove della politica italiana», profetizza il ministro per l’attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi. «Una donna vera, figlia di un duro e costante impegno che nulla ha a che fare con le talvolta abusate logiche delle quote rosa», dice il coordinatore regionale del Pdl Vincenzo Piso, che poi stila l’agenda: «Nostro compito adesso è quello di procedere sui seguenti temi: programma, alleanze, candidature, lista del Presidente, listino». Insomma: «Renata Polverini è la donna che rivoluzionerà il Lazio», taglia corto Fabio Armeni, consigliere regionale del Pdl.
Tra le poche voci fuori dal coro, quella del segretario della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino: «Non è detto che chi ha fatto bene il proprio mestiere di sindacalista faccia bene il candidato il presidente di Regione».

Stessa tesi, più o meno, del Movimento per la salute dei cittadini, che parteciperà alle prossime regionali con un proprio candidato alla presidenza, Ernesto Alicicco: «La signora Polverini è senz’altro un’ottima sindacalista, ma non sappiamo come riuscirà a districarsi nei meandri della sanità laziale che è stata per anni pascolo fertile per i politici».

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