Coronavirus, guarito il poliziotto di Pomezia: "Vedevo la gente morire"

L’agente è stato tra i primi ad ammalarsi di coronavirus nella Capitale ed era ricoverato allo Spallazani da fine febbraio. Ieri i medici dell'Istituto hanno annunciato la sua guarigione clinica

Coronavirus, guarito il poliziotto di Pomezia: "Vedevo la gente morire"

Vedevo la gente morire, morivano i miei compagni e i morti continuavano a parlarmi e a tormentarmi”. È il racconto telefonico del poliziotto del commissariato di Spinaceto alla moglie. L’agente è stato tra i primi ad ammalarsi di coronavirus nella Capitale ed era ricoverato allo Spallazani da fine febbraio. Ieri i medici dell'Istituto hanno annunciato la sua guarigione clinica.

Come riporta Il Messaggero, l’uomo ha combattuto a lungo contro il Covid-19 ed era incubato in terapia intensiva. A un certo punto sembrava non rispondere alla terapia e ha vissuto momento molto brutti. “Ero su un elicottero che mi portava a combattere al fronte, sono stato lasciato nelle trincee del deserto, forse in Iraq o chissà dove”, ha spiegato alla moglie, che vive in quarantena a Pomezia insieme ai due figli di 19 e 17 anni.

Le telefonate con la famiglia

La coppia può quindi sentirsi al telefono dopo settimane in cui la donna riceveva le informazioni solo dai medici. Nel frattempo, i figli si sono negativizzati dopo essere risultati positivi. Quando si è risvegliato dal coma, il poliziotto temeva di averli perduti ed era convinto che la famiglia fosse scappata in America, come raccontato dalla moglie.

Quest’ultima ricorda l’incredibile sofferenza fisica e mentale vissuta dal marito. E sottolinea che all’inizio non si ricordava chi fosse e diceva ai medici di chiamarsi Michelangelo Buonarroti ma era in uno stato confusionale legato al post-intubazione. “Solo quando mio marito - prosegue la donna - ha recuperato il suo cellulare che era finito per sbaglio tra gli oggetti di un paziente deceduto riconsegnati ai familiari, è tornato in sé. Quello strumento lo ha rimesso in contatto con il mondo, ha ricordato subito il pin, mi ha telefonato”. La donna dice che adesso il marito fa molte videochiamate con i figli e telefona ad alcuni colleghi.

La riflessione della moglie

Il poliziotto sta bene nonostante l’affanno e l’indebolimento causato dal virus. Non è ancora in grado di camminare ma il personale sanitario sta valutando il suo trasferimento alla Fondazione Santa Lucia, come precisato dalla moglie. Quest’ultima riflette sull’esperienza vissuta dal marito.

Io credo che sia stato miracolato - continua -, non faccio che pensare al fatto che la nostra famiglia, nonostante tutto, adesso abbia di che gioire mentre ci sono tante altre persone che ancora soffrono”.

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