Il giallo del test all'agente: tampone rifiutato anche se aveva i sintomi

Dopo una notte al pronto soccorso viene richiesto per il poliziotto il test allo Spallanzani. Questo sarebbe stato rifiutato in quanto non vi erano i presupposti

Il giallo del test all'agente: tampone rifiutato anche se aveva i sintomi

Un piccolo giallo si apre sul caso del poliziotto del commissariato di Spinaceto, periferia sud della Capitale, risultato positivo al coronavirus. Ha trascorso la notte tra il 26 e il 27 febbraio nel triage del Policlinico di Tor Vergata prima di essere dimesso e rimandato a casa il giorno dopo. Per questo ieri, la direzione sanitaria e il Seresmi (Servizio Regionale Epidemiologia, Sorveglianza e controllo Malattie Infettive) hanno richiamato le 98 persone che hanno avuto accesso al pronto soccorso nei due giorni. E che sono potenzialmente venute a contatto con il sovrintendente di 52 anni ora ricoverato allo Spallanzani. Lo scrive il Messaggero.

Ecco i particolari. L’agente va a Tor Vergata dove rimane nel pomeriggio e dove passa la notte nel pronto soccorso. Nel frattempo, viene sottoposto a esami clinici e radiologici. Fonti ospedaliere sostengono che il giorno successivo è stato richiesto il test allo Spallanzani. Fatto strano è che il test in questione sarebbe stato rifiutato in quanto non vi erano i presupposti. Particolare non di poco conto: al policlinico avrebbero voluto farlo il tampone. C’è un reparto di malattie infettive, ma non sono delegati, così si è perso tempo. Il contatto dell’agente con una persona proveniente dalla Lombardia, del resto non sarebbe emerso subito.

Il 27, dunque, il poliziotto viene dimesso e torna a casa. Solo il sabato, quando le sue condizioni di salute si aggravano e va al Gemelli, viene mandato allo Spallanzani. Anche la moglie, la cognata e i due figli del poliziotto, la più grande che frequenta il primo anno di Informatica all’università La Sapienza e il più piccolo che studia al liceo Pascal di Pomezia, sono contagiati.

Ieri, intanto, sono stati raggiunti telefonicamente dalla Asl Roma 6, tutti i ragazzi, i genitori e gli insegnanti della III C dell’istituto Pascal. Sono tutti asintomatici e sono in sorveglianza domiciliare. È stato, inoltre, contattato il maestro di pianoforte dei ragazzi anche lui asintomatico e in sorveglianza domiciliare. Gli operatori della Asl continuano a lavorare per rintracciare tutti i contatti stretti del nucleo familiare.

Il ministero della Salute e lo Spallanzani ribadiscono l’appello affinché in presenza di sintomi e di un link epidemiologico è sconsigliato recarsi ai pronto soccorso, ma è necessario chiamare il numero verde 800.118.800.

Ieri la segreteria provinciale del Coisp, a cui l’agente è iscritto, era in contatto con il collega: "È provato, ma confidiamo in una sua guarigione", fa sapere il segretario generale Domenico Pianese. "Il Covid-19 colpisce i poliziotti come i cittadini, non siamo immuni - afferma Stefano Paoloni del Sap - l’importante è che siano adottate tutte le cautele perché in servizio non ci siano contagi".

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