"Referti sbagliati". Scoppia la bufera sui tamponi di Roma

Il sistema informatico dei tamponi molecolari della Asl 6 di Roma va in tilt: i pazienti hanno ricevuto sms con positività o negatività al Covid ma i referti erano di altri utenti. Ecco la rabbia di chi è stato coinvolto

"Referti sbagliati". Scoppia la bufera sui tamponi di Roma

Oltre al danno, la beffa: non bastava essersi ammalati di Covid ed essere costretti alla quarantena e all'isolamento domiciliare aspettando che passasse una settimana per conoscere l'esito dei tamponi molecolari. La Asl 6 di Roma, infatti, ha sbagliato a dare le giuste comunicazioni a causa di un problema informatico che ha mandato in tilt i referti dei pazienti.

Cosa è successo

Il 4 gennaio, migliaia di persone hanno ricevuto un sms con la comunicazione di negatività o positività che potrebbe appartenere ad un altro utente: la catena di errori commessa dall'Asl romana è stata disastrosa ed ha gettato nel caos tutti quelli che sono finiti in quel blocco di referti con tutte le problematiche del caso. Infatti, se l'errore di comunicare una positività ha mantenuto in quarantena un paziente, l'errore di comunicazione su una falsa negatività ha permesso ad un positivo al Covid di uscire e tornare a fare la vita di sempre: supermercato, famiglia, amici, cene ecc., ingaro e inconsapevole dell'errore commesso dall'Azienda sanitaria locale.

L'inizio del disastro è apparso sulla pagina Facebook dell'Asl con un alert che avvisava gli utenti di un guasto ai sistemi informatici e che erano stati inviati sms non attendibili. "Sarà nostra cura inviare a breve comunicazione ufficiale con la corretta refertazione". Gli sms, totali, sono stati tre ma la gente ha fatto fatica a capire quale fosse quello ufficiale rispetto a quello errato, con tutti i problemi di cui abbiamo parlato prima. Non a caso, si parla di "bomba epidemiologica" su Roma con decine se non centinaia di potenziali positivi a spasso per la città in un momento in cui i casi Omicron aumentano ogni giorno di più.

La rabbia degli utenti

La rabbia dei tamponi è esplosa sui social: dopo una settimana di clausura, dopo le ore attese per un tampone al drive-in, l'errore della Asl non è perdonabile. "Arrivano messaggi con il nome di uno dei miei figli negativo in cui è scritto che è positivo – scrive Manuela, una madre disperata - messaggi in cui uno smentisce le informazioni dell'altro, siamo allo sbando". "Ma la comunicazione ufficiale come arriva? – domanda Elisabetta F. - Sempre con messaggio? Perché io dopo 3 alternativamente ricevuti non so più quale sia esatto!”. Ad un altro utente, addirittura, sono arrivati ben quattro esiti diversi e nell'ultimo viene sottolineato di "aspettare il referto", come riportato da Repubblica.

Ma cos'è successo davvero? Facendo un passo indietro, le prime problematiche si erano verificate dal pomeriggio de 4 gennaio quando si era bloccato il servizio per visualizzare i referti dei tamponi molecolari. A quanto pare, però, successivamente la situazione è precipitata. "Io ho ricevuto Sms con nome e cognome di altri cittadini positivi, come lo giustificate questo? - incalza Antonino P. - Posso arrivare a comprendere l'errore sul risultato dei mio referto ma ricevere quello di latri proprio no, pessimo servizio!".

Chiaramente, i cittadini con l'esito negativo hanno festosamente abbandonato la rigida quarantena per tornare alla vita normale. Da qui, la disperazione di chi non sa, effettivamente, quale sia il proprio stato di salute come capitato a Sara, che si è precipitata a casa del nonno per dare la lieta notizia.

"Io dopo aver ricevuto il messaggio negativo ho avuto contatti con mio nonno! Dopo 20 giorni di quarantena è facile credere a queste cose, spero di non avergli attaccato nulla maledetti!". Quali saranno, se ci saranno, adesso, le conseguenze legali?

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