San Michele, tutto scuola e cantina

San Michele, tutto scuola e cantina

Andrea Cuomo

L’Istituto agrario di San Michele all’Adige nacque nel 1874 per qualificare l’agricoltura trentina e ha nei vigneti uno dei suoi vanti: 50 ettari vitati tra i 200 e i 700 metri sul livello del mare suddivisi in piccoli appezzamenti nei quali le piante sono allevate con la tradizionale pergola trentina o a spalliera. I terreni, rivolti prevalentemente a Sud-Ovest, sono molto vari: calcarei, scistosi e porfirici. L’Istituto agrario di San Michele, una delle migliore scuole enologiche d’Europa e quindi del mondo, sposa ancora oggi la filosofia produttiva del fondatore e primo presidente Edmund Mach, basata sulla semplice consapevolezza che un prodotto di qualità sia il frutto di una serie di fattori strettamente legati: la qualità del vigneto, la perizia tecnica del lavoro di cantina e il «carattere dell’uomo». E, a proposito di cantina, quella (splendida) dell’istituto si trova in un vecchio monastero agostiniano sito nel castello di San Michele. Un luogo magico dove si pratica l’enologia da un millennio.
Oggi l’istituto è, oltre che un prestigioso luogo di formazione, una realtà produttiva assai interessante. L’enologo Enrico Paternoster, che lo dirige, è un «winemaker» ancora giovane e già molto affermato. La batteria dei vini conta su decine di etichette tutte di ottimo livello, suddivise in varie linee. Quella denominata Castel San Michele comprende i due vini, bianco e rosso, dell’omonimo eccellente terroir: il Castel San Michele Rosso è un taglio bordolese (Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc) di grande eleganz, mentre il Castel San Michele Bianco è un blend di uve Chardonnay e Pinot Bianco in varie selezioni clonali, Incrocio Manzoni 6.0.13 e Riesling Renano. La linea denominata Istituto comprende i monovitigni con denominazione Trentino doc. Una vera enciclopedia dell’enologia trentina, dallo Chardonnay alla Nosiola, dal Riesling al Sauvignon, dal Muller Thurgau al Moscato Giallo, dal Marzemino al Teroldego, dal Lagrein alla Schiava. Spiccano però il complesso Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Traminer Aromatico dell’eccellente vigneto Doss, dalla aromaticità spinta come si addice a questo vitigno e, tra i rossi, il Merlot.

Alla linea Monastero, frutto di un progetto nato nel 2000, appartengono un rosso da uve Cabernet Franc e Merlot e un bianco da uve Sauvignon, Chardonnay , Pinot Grigio, Incrocio Manzoni 6.0.13 e Riesling Renano. Da segnalare ancora il Prepositura, vendemmia tardiva da uve Traminer, Sauvignon, Riesling renano, Chardonnay e Muller Thurgau, e la Riserva del fondatore Edmund Mach, ottimo vino spumante.

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