Scuola, accordo in Regione: un lavoro ad altri 1200 precari

Firmato ieri in Regione il «patto territoriale» per dare un posto ai precari della scuola che quest’anno in seguito al taglio degli organici non hanno più avuto la possibilità di avere un incarico annuale. Si calcola che saranno almeno 1.200 i beneficiari dell’accordo. «Ma – osserva Alessandro Dutto, segretario regionale dello Snals – grazie ai 15 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Lombardia speriamo di incrementare ulteriormente questa opportunità». Non sarà comunque una distribuzione di sussidi a pioggia. «Alla base del patto – continua Dutto – ci sono gli accordi assunti dal ministro Gelmini e il presidente Formigoni lo scorso 7 settembre. In pratica saranno messe a disposizione delle scuole per arricchire l’offerta formativa rivolta agli studenti». Insomma persone da impiegare per il sostegno agli studenti disabili, le iniziative per prevenire la dispersione scolastica e l’adempimento dell’obbligo scolastico, l’alternanza scuola lavoro, l’orientamento, l’integrazione degli alunni stranieri. Posti in definitiva preziosi per migliorare la qualità del servizio scolastico. Chi potrà accedere a queste risorse? Le scuole, ma anche i centri di formazione professionale. In pratica 2.400 istituzioni. Da oggi ognuna delle scuole potrà programmare l’offerta di una attività che si ritiene necessaria. Ogni scuola avrò diritto a un massimo di tre docenti e un personale non docente. I primi interessati a questi posti sono i docenti precari abilitati, ma anche quelli non abilitati che comunque lo scorso anno scolastico hanno prestato servizio. Per tutti la retribuzione raggiungerà il cento per cento dell’ultimo stipendio percepito: il 60 per cento a carico dello Stato, il 40 per cento grazie all’integrazione regionale. E agli abilitati il servizio porterà loro il punteggio riconosciuto ai precari nominati dall’amministrazione scolastica. Gli altri avranno solo lo stipendio. Concordate anche le tappe per l’assunzione di questo personale precario. «Dal 15 al 26 ottobre - spiega Alessandro Dutto - gli interessati dovranno presentare una domanda per accedere a questi incarichi attraverso le segreterie delle scuole dove lavoravano lo scorso anno. Ognuno dichiarerà il suo curriculum e le proprie competenze. Nel frattempo le scuole renderanno pubblici i loro progetti in modo che il precario in cerca di un posto possa scegliere di svolgere l’attività per cui ha competenze specifiche. Insomma una sorta di incrocio tra domanda e offerta di lavoro». Un’operazione tutto sommato che non ha precedenti nel mondo scolastico da sempre legato alle nomine esclusivamente basate sui punteggi. Un’innovazione che potrebbe quindi dare utili indicazioni anche in vista della riforma dei meccanismi di reclutamento attualmente in vigore che non tutelano per nulla le esigenze delle scuole.

«Chiunque ha bisogno di personale – dice Giuseppe Colosio, direttore scolastico regionale – vuole almeno guardare in faccia chi si propone. Nella scuola no. Devi prendere esclusivamente chi ti arriva secondo graduatoria. Non c’è alcuna garanzia che sia idoneo a svolgere l’attività a cui è chiamato. E te lo devi tenere».

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