"A Parigi per una medaglia a ritmo di breakdance..."

Alle Olimpiadi esordio per una disciplina che sposa ginnastica e acrobazie. E l'Italia è pronta a ballare...

"A Parigi per una medaglia a ritmo di breakdance..."
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Sarà la nouvelle vague di Parigi 2024, un'onda nuova di ritmo, gioventù e Gen Z, chiamata breakdance. Se tre anni fa Tokyo ospitò il debutto di molte discipline come baseball e softball, poi non riconfermate, surf, arrampicata sportiva e skateboard, nella ville lumière, quest'anno l'unica vera breaking news a cinque cerchi sarà la breaking, come la chiama chi ne sa e mastica questo mix esplosivo di musica, acrobazie, fantasia e coordinazione.

A Place de la Concorde, il 9 e 10 agosto, fra i 32 ragazzi in corsa per una medaglia, ci sarà anche Antilai Sandrini, 27 anni, livornese, trapiantata ad Aviano, in forze alla Fiamme Azzurre. Nella top 10 del ranking mondiale, ha già vinto circuiti importanti come la Red Bull BC One Cup del 2021.

Arte, sport, danza o battaglia: che cos'è la breaking?

«Uno stato d'animo, una filosofia, un modo di esprimermi: è difficile incasellarlo. Io ci sono arrivata dopo aver provato tanti sport».

Quali?

«Ho cominciato con la ginnastica artistica che mi ha regalato rigore, controllo, oltre all'equilibrio e alla flessibilità; poi ho praticato il kung fu che mi ha insegnato rispetto per l'avversario. Solo la breaking, però, mi ha reso davvero libera».

In curriculum ha già una medaglia mondiale: le Olimpiadi non devono spaventare.

«Ho vinto i Mondiali di cheerleading, in America, nel 2015. Poi la squadra fu sciolta, ma è stata una disciplina che ha completato la mia formazione, trasmettendomi il valore dello spirito di team che nella breaking è importante quando ci si confronta fra crew, a squadre diciamo.

A Parigi, però, le gare saranno individuali?

«Si, avremo un dj, una base sconosciuta e dovremo batterci a ritmo di musica one to one su manche di alcune decine di secondi dove improvvisare e trasferire le nostre coreografie, amalgamandole al ritmo. Abbiamo già diversi circuiti di gara internazionali, ma arrivare ai Giochi è stato un iter stimolante perché tutti abbiamo alzato il livello e nel movimento sono fluite nuove idee».

Antilai, figlia del vento: il suo nome non è già da medaglia?

«Più che altro mi dicono sia ancora unico in Italia. I miei si sono ispirati alla protagonista di un libro scritto da un loro amico. Però anche le mie tre sorelle - Arlette, Amina ed Annika - e mio fratello, Akim, hanno nomi che iniziano per A».

Per il suo nome di battaglia ha scelto la B

«Sono B-girl Anti. In gergo e nel ranking i breakers sono detti B-boys e B-girls: la breaking arriva dai bassifondi americani, ma oggi si è evoluta e da quella dimensione underground delle gang del Bronx, passando per l'hip hop, è arrivata a parlare la lingua universale dei giovani».

Un po' colpa di Michael Jackson e di Flash dance

«Nel mio caso di Michael Jackson! I miei erano pazzi di lui».

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