
Bianconero dalla testa ai piedi. Orgoglioso di esserlo e di poter trasmettere la juventinità e la cultura del lavoro ai giocatori che avrà a disposizione fino a fine giugno: «Quando sono arrivato a Torino, da ragazzo, ho avuto a che fare con campioni come Zidane e Del Piero ha raccontato ieri Igor Tudor, nuovo allenatore dei bianconeri -. Eppure, nonostante loro fossero al top, avevano mantenuto una fame e un'umiltà uniche. Del Piero, tanto per dire, mi spiegò come e dove arrotolare le calze sporche dopo l'allenamento per facilitare il lavoro di Romeo, il nostro magazziniere: questa è la Juventus». E questo è il mondo dove il croato ha scelto di tornare per la terza volta, dopo essere stato anche il vice di Pirlo: «Conta il presente, niente altro. Il passato non si può cambiare e il futuro non lo si può controllare: io spero di rimanere qui per altri dieci anni, ma i contratti contano poco o nulla. Se ci si trova bene, si va avanti: altrimenti, ognuno per la propria strada. L'ho già fatto (per esempio lo scorso anno alla Lazio, ndr), lo rifarei ancora». «Staremo insieme fino al termine della stagione così Giuntoli, al suo fianco e quindi anche durante il Mondiale per club. Poi ci siederemo intorno a un tavolo con la volontà di proseguire: siamo convinti che Igor abbia le qualità tecniche, umane e morali per fare bene. Thiago Motta? Con lui ci sono grande stima e rispetto, ma serviva una sterzata».
Capitolo chiuso, nessun cenno al fatto che Elkann non abbia citato la Juventus per la prima volta dal 2021 nella lettera agli azionisti di Exor, e avanti con il tecnico croato. Empatico e diretto: «Serve trasmettere un po' di spensieratezza, ma poi bisogna mettersi il casco e correre più degli altri. C'è poco tempo per lavorare, ma non ci sono scuse e nella mia vita non le ho mai cercate. Se sono uno che risolve problemi? Sono un allenatore, il mio solo obiettivo è fare il bene della squadra. Difesa a tre o a quattro? Ho fatto di tutto, voglio mettere i giocatori nella posizione ideale per esprimersi al meglio». Vlahovic al centro dell'attacco, per esempio: «Grande giocatore, l'ho detto in passato e lo ribadisco. E potrà giocare insieme a Kolo Muani, magari dall'inizio o magari per uno spezzone». L'importante sarà dare tutto e non avere cattivi pensieri: «Locatelli sarà ancora il nostro capitano, ma tutti dovranno prendersi responsabilità: siamo la Juve, qui conta vincere e a nessuno importa se sei giovane o meno giovane. Non so in cosa saremo differenti dalla Juve di prima: io farò il mio lavoro al meglio, i giocatori sono dispiaciuti per i risultati ottenuti finora. Non trascureremo nulla: testa, tattica e condizione fisica. Ogni particolare conta, compreso l'equilibrio in campo: a me piace attaccare e segnare tanto, ma non amo nemmeno prendere troppi gol. Non si vince solo con il cuore e il senso di appartenenza, altrimenti basterebbe far giocare i tifosi».
Domani, contro il Genoa, il primo appuntamento: «Ho preso tanto dai miei ex tecnici della Juve anche perché, se ripenso a Lippi, Capello e Ancelotti, non sono stato allenato da gente scarsa. Lippi? Quando penso a lui, ai suoi modi e al suo gestire lo spogliatoio, penso alla Juve: gli voglio bene».
- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.