Bloccati in paradiso dallo sciopero generale: Tahiti isolata dal mondo

Oltre settemila turisti, dei quali circa 2mila cinquecento italiani, «isolati» nella Polinesia francese. L'agitazione a oltranza, dichiarata per gli effetti della crisi, vede i vigili del fuoco tra i manifestanti più accesi. Senza di loro, l'aeroporto non funziona, e i turisti protestano

Quando si dice la sfiga. Oppressi dalle notizie della crisi mondiale, ci si rifugia all'altro capo del mondo in cerca di buonumore, ma ecco che anche qui non si riesce a stare in pace. C'è sciopero generale a oltranza, nella Polinesia francese, e migliaia di turisti sono bloccati in aeroporto a Tahiti, perché senza vigili del fuoco (tra i più accesi nello sciopero) non si vola.
Ma invece di essere contenti, i turisti sono oltre l'orlo di una crisi di nervi. Immaginatevi la scena: «No, non riesco a tornare in ufficio. C'è lo sciopero generale, qui a Tahiti!». Da non crederci. O invece sì, visto che sono circa 7mila i passeggeri bloccati, dei quali 2500 italiani. Lo hanno confermato le autorità polinesiane, precisando che ci sono anche 2.000 persone bloccate all'estero in attesa di partire per Tahiti.
Tutto il mondo è paese, anche in quello che viene definito il «paradiso» in terra, da Gaugin in avanti. Lo sciopero è stato indetto giovedì scorso da un collettivo di undici sindacati, che chiedono la creazione di una cassa per i sussidi di disoccupazione e il rimborso del deficit della Cassa locale della «Securité sociale», il sistema francese di welfare, che temono possa andare a pesare sulle famiglie più svantaggiate. L'adesione è stata quasi totale in particolare tra i vigili del fuoco, cosa che ha impedito ai voli a lunga percorrenza di decollare o atterrare. Le trattative con il governo dipartimentale sono riprese nella notte di domenica, ma finora senza esito.
La autorità della Polinesia francese, uno dei dipartimenti di oltremare della Francia, hanno annunciato nel pomeriggio che prenderanno provvedimenti per «garantire un servizio minimo per risolvere le situazioni più critiche, e ristabilire un legame tra la Polinesia e il resto del mondo». È stato inoltre istituito uno speciale numero verde, già inondato di chiamate di persone in difficoltà. «La nostra cellula di crisi ha ricevuto 1.168 chiamate in meno di due giorni - ha dichiarato all'agenzia France Presse Eric Spitz, segretario generale dell'amministrazione locale - e ora siamo anche riusciti a raccogliere 125 offerte di alloggio per i turisti bloccati». Tutte le persone in aeroporto, ha poi assicurato, hanno ora trovato un alloggio temporaneo.
Moltissimi gli italiani, tanto per dire quanta crisi c'è anche dalle nostre parti, almeno in certi ambienti. Lo ha raccontato uno di essi all'agenzia di stampa Ansa. Era in viaggio di nozze, ma ora è molto preoccupato perché «nessuno ci dà notizie, neanche l'ambasciata italiana». Fonti della Farnesina, interpellate sulla vicenda, fanno però sapere che l'unità di crisi si sta occupando del caso, anche attraverso il console onorario a Papeete, e che ha contattato uno dei turisti italiani. Secondo la stampa locale, «i turisti bloccati nel complesso sarebbero 7 mila. Gli italiani 1.500-2.000. «Io e mia moglie siamo con altre sei coppie e un gruppo di ragazzi italiani - afferma l'uomo, Dario Riccò di Milano, rappresentante della Hilti Italia -. Le uniche e poche informazioni le riceviamo solo dai tg e dai giornali locali. Dovevamo ripartire il 10 giugno. Arrivati all'aeroporto ci hanno detto che uno sciopero ad oltranza dei vigili del fuoco non permette il traffico aereo. Insomma, non arriva e non parte nessuno».
«Abbiamo anche più volte cercato di contattare l' ambasciata italiana - spiega ancora l'uomo - ma il telefono o è occupato o c'è un disco che invita a lasciare il numero e che poi saremo richiamati. Finora invece non è mai avvenuto, nessuno ci ha richiamato. Stamattina contiamo di andare di persona».
La Farnesina riconosce a questo proposito che possano esservi stati «problemi di reperibilità a causa delle linee telefoniche intasate», ma assicura che gli italiani iscritti al sito del ministero dovesiamonelmondo.it sono stati contattati attraverso sms.
Ma intanto Riccò - al telefono mentre l'orologio locale indica circa le 5 del mattino - denuncia di non avere informazioni certe da nessuno, nè dalla compagnia (la Air Tahiti Nui), nè dal tour operator scelto per il viaggio (Alidays), né dall'agenzia di viaggio che - prosegue Riccò - «ha detto ci rimborserà le spese che ora sono tutte a nostro carico. Tutti ci dicono che non possono fare niente perchè è un fatto locale, senza vigili del fuoco l'aeroporto non funziona». "Ci dicono che lo sciopero è ad oltranza - sostiene Riccò - così chissà quanto dovremo andare avanti. L'umore è pessimo. Abbiamo avuto difficoltà a trovare alloggio, dormiamo in quattro in una stanza perchè gli alberghi sono pieni. Viviamo nella precarietà e nella speranza di rientrare presto».

Soprattutto «siamo fuori dal mondo, non possiamo fare niente - conclude il turista - ogni giorno speriamo che sia il giorno giusto per partire, ed invece ancora siamo qui». Quando si dice la sfiga, appunto:bloccati in paradiso dallo sciopero generale.

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