Boccassini: "L'appello? Se potessi lo abolirei" Poi stronca Ingroia...

In un incontro con gli studenti di Milano, la Boccassini attacca i giudici di Caltanissetta e Palermo: "Non avrei mai dato credito a chi collabora a distanza di 17 anni come Ciancimino Junior"

Boccassini: "L'appello?  
Se potessi lo abolirei" 
Poi stronca Ingroia...

La legislazione antimafia? "E' una delle migliori in Europa, se non nel mondo, invidiata da tutti, soprattutto dagli Usa. Certo, forse è troppo garantista. A mio avviso non dovrebbe esistere il 2° grado dei processi, ma basta applicarla con professionalità e rigore. E spesso, è vero, la magistratura non lo fa". Dichiarazioni forti, che da un lato smontano l'impalcatura dei processi attuali e dall'altro sanno di critica alla casta a cui appartiene. A pronunciarle è Ilda Boccassini, davanti a una platea di 400 studenti milanesi e curiosi, nell'aula dell'Università Statale, in occasione dell'incontro seminariale organizzato dall'ateneo in collaborazione con l'associazione antimafia Libera. A riportarle è il sito di Vanity Fair.

"Impermeabile bianco e consueti occhiali da sole, il capo della Dda di Milano (e pm dell'inchiesta sul caso Ruby), entra nell'aula solo dopo aver fatto allontanare le telecamere presenti", si legge sul sito. "Voglio un momento di riflessione con gli studenti, nessuna pubblicizzazione esterna", dice la pm. Poi, introdotta dal professore di diritto penale Fabio Basile, il magistrato prende la parola e inizia a dialogare con gli studenti per circa due ore abbondanti. E le cose che dice sono destinate a fare polemica. La Boccassini spiega le differenze tra Cosa Nostra e 'Ndrangheta, ne definisce le strutture, per poi analizzare la legislazione antimafia italiana: "E' una delle migliori in Europa, ma a mio avviso non dovrebbe esistere il 2° grado dei processi", ma basta applicarla con professionalità e rigore. "E spesso, è vero, la magistratura non lo fa".

Non avrei creduto a Ciancimino jr Una critica a una parte della magistratura che si fa meno velata poco dopo, quando la pm attacca indirettamente le procure di Palermo e Caltanissetta. "Io non avrei mai dato credito a chi collabora a distanza di 17 anni come Ciancimino Junior". Una frecciata nei confronti di Antonio Ingroia & Co. La Boccassini poi non si esime dal criticare la riforma della giustizia proposta dal governo. E ribadisce l'assoluta importanza del rapporto tra pm e polizia: "Una delle più grandi garanzie della tenuta democratica in Italia è l'articolo che stabilisce che l'autorità giudiziaria dispone della polizia giudiziaria. Se venisse meno questo capisaldo si tornerebbe ai tempi dei fermi della polizia e degli arrestati senza legali".

Alla fine quando dice che fare il magistrato è un sacrificio enorme, ma l'ha scelto, strappa applausi e ammirazione. "Non devi mai esternare quello che pensi. Io passo per snob, ma non è così. Io credo nello Stato italiano, credo nel lavoro e sono orgogliosa di essere un cittadino italiano".

Altro applauso e ultimo desiderio: "Vorrei un mondo migliore in cui i magistrati possano lavorare con più calma, serenità e rigore, lontani dai riflettori e in armonia con il contesto sociale". Certo lei non dà il buon esempio, visto che sotto i riflettori c'è da sempre, come oggi alla Statale di Milano.

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