Caso Ruby, sì del Senato al conflitto di attribuzioni con la procura di Milano

Anche per il Senato, come aveva deciso la Camera ad aprile, deve esser solo il Tribunale dei ministri ad occuparsi della questione della telefonata di Berlusconi alla questura di Milano per far rilasciare Karima El Mahroug

Caso Ruby, sì del Senato 
al conflitto di attribuzioni 
con la procura di Milano

Roma - Anche per il Senato, così come aveva deciso la Camera tempo fa, è il Tribunale dei ministri, e non la Procura di Milano, a doversi occupare della telefonata di Berlusconi alla Questura di Milano per il "caso Ruby". Palazzo Madama si costituirà davanti alla Corte costituzionale nel conflitto di attribuzione con i magistrati di Milano per l’inchiesta sul Rubygate. L’Aula ha deliberato (151 voti a favore, 129 contrari, 2 astenuti) di affiancare i colleghi di Montecitorio davanti alla Consulta che dovrà esprimersi sul ricorsi sollevato contro i giudici di Milano che indagano sulle feste a Villa San Martino e sulle presunte pressioni che avrebbe esercitato il premier per far rilasciare Karima El Mahroug.

Pd, Idv e Terzo Polo hanno votato contro la richiesta che sia il Tribunale dei ministri e non il Tribunale ordinario ad occuparsi della posizione di Berlusconi, a favore Pdl e Lega. La difesa del Senato alla Consulta sarà affidata ad un avvocato esterno all’ufficio legale di Palazzo Madama, visto che l’Aula ha respinto la possibilità di assumere un costituzionalista interno.

"Il conflitto di attribuzione è del tutto destituito di ogni fondamento", accusa Anna Finocchiaro (Pd). "Con questa votazione il Senato si associa ad una causa persa e questo non gli giova, ma soprattutto il Senato è camera del tutto estranea, perché la competenza è comunque della Camera.

Questa discussione e questa decisione è esclusivamente, perdonatemi la volgarità, una marchetta nei confronti del Presidente del Consiglio. Un ulteriore espediente per allontanare il tempo in cui dovrà rispondere al suo giudice".

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