Petardi e fumogeni: la protesta anarchica al consolato italiano a New York

Ennesima manifestazione davanti a un consolato italiano in favore di Alfredo Cospito: stavolta sette anarchici si sono radunati a New York

Petardi e fumogeni: la protesta anarchica al consolato italiano a New York

La protesta anarchica è arrivata fino a New York per mano di un gruppetto di poche persone che ha messo in scena una protesta davanti al consolato italiano della città americana. I fatti sono avvenuti ieri ma se ne è avuta notizia solo poche ore fa. Sono stati in tutto sette i manifestanti che si sono radunati davanti alla sede diplomatica del nostro Paese per chidere la revoca del regime di 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito, che da quattro mesi sta portando avanti uno sciopero volontario della fame.

Il gruppetto che si è radunato davanti al 690 di Park Avenue ha anche acceso alcuni fumogeni ed è riuscito ad attaccare sull'impalcatura di un palazzo poco distante dal Consolato uno striscione per Cospito con su disegnato un tricolore italiano in fiamme e la scritta: "NYC to Milano vive Alfredo Cospito". Nelle vicinanze sono state scoperte anche alcune scritte e un altro striscione inneggianti a Cospito e all'anarchia. Sarebbe stata fatta esplodere anche una bomba carta, che secondo altre fonti sarebbe un petardo, prima che i manifestanti si allontanassero. A informare di quanto accaduto è la Farnesina.

Non è la prima volta che una sede diplomatica italiana viene presa di mira dagli anarchici. Solo nelle ultime settimane, come si evince dai messaggi di rivendicazione da loro stessi pubblicati, sono stati numerosi gli interventi di questo tipo. Notizie di questo tipo arrivano, per esempio, da Concepción, in Chile, dove il 14 marzo alcuni attivisti hanno affisso dei manifesti con il volto di Cospito e imbrattato le vetrate del consolato italiano. Anche a Santiago sono stati compiuti atti dimostrativi dai gruppi anarchici, che hanno vandalizzato pareti e compiuto atti di sabotaggio. E poi a Parigi, qualche sera fa, è stato affisso uno striscione sull'inferriata che delimita l'ingresso alla struttura consolare italiana, sempre in nome dell'anarchico recluso e in solidarietà con tutti i detenuti anarchici, da queste persone ritenuti prigionieri politici.

In Spagna, invece, uno striscione è stato srotolato dal rosone della facciata della cattedrale di Tarragona e il messaggio è sempre lo stesso: Cospito fuori dal 41 bis. Diversi organi dello Stato si sono espressi negativamente, riconoscendo nell'anarchico una pericolosità sociale e per la sicurezza del Paese. Gli anarchici, invece, proseguono nelle loro intimidazioni e puntano ad alzare il livello dello scontro.

Nel frattempo, collegato in videoconferenza col tribunale di Perugia che lo vede imputato in relazione ad alcuni articoli pubblicati sulla rivista Vetriolo, Cospito ha ribadito di avere fatto la sua battaglia "contro la repressione della libertà" rappresentata dal carcere duro.

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