
Le hanno monitorate, attimo dopo attimo, per provare a prevedere le loro mosse. Australia e Nuova Zelanda hanno vissuto giorni di apprensione per gli strani movimenti di una task force della Marina cinese. Le navi da guerra di Pechino hanno infatti operato, nel corso di esercitazioni e pattugliamenti, al largo dell'isola di Tasmania, nella zona economica esclusiva di Sydney. Nel Mar di Tasman, esattamente tra Canberra e Auckland, erano in azione l'incrociatore di gruppo CNS Zunyi (107), la fregata CNS Hengyang (568) e la petroliera della flotta CNS Weishanhu (887). La formazione in questione, denominata Chinese Task Group 107, era ora operativa a circa 160 miglia nautiche a est di Hobart.
Il percorso delle navi cinesi
L'Australia ha protestato per le esercitazioni cinesi. Il ministero della Difesa di Pechino le ha tuttavia definite proteste "esagerate" e "incoerenti con i fatti". Il portavoce del dicastero, Wu Qian, ha espresso "sorpresa" e "insoddisfazione" per le "accuse irragionevoli" lanciate da Canberra sulle manovre tenute dalla Marina cinese nel Mar di Tasman. Nel fine settimana, il ministro della Difesa australiano, Richard Marles, aveva definito le manovre conformi al diritto internazionali ma aveva altresì denunciato uno scarso preavviso per le esercitazioni a fuoco vivo tenute il 21 febbraio, che, a suo dire, avevano comportato la deviazione di diversi voli commerciali.
Ma per quale motivo il Dragone ha spinto le sue navi in una simile area marittima? La Cina, secondo gli analisti, voleva inviare un messaggio agli Stati Uniti, e forse anche un promemoria agli alleati americani, Australia e Nuova Zelanda, di non fidarsi troppo di Washington come garante della sicurezza. A proposito di Usa, come confermato da un comunicato della Marina degli Stati Uniti, proprio in questi giorni le Forze di autodifesa giapponesi e Washington svolgeranno l'addestramento sintetico della flotta - congiunto (FST-J) 25-71, noto anche come Resilient Shield, presso il comandante delle attività della flotta di Yokosuka, in Giappone, e altri centri di comando della regione.
Cosa succede tra Cina e Australia
Il Mar di Tasman si estende per 2.000 chilometri tra Australia e Nuova Zelanda, le più grandi potenze occidentali nell'Oceano Pacifico meridionale. Le attività di fuoco vivo sono avvenute con "un preavviso di un paio d'ore" anziché con le 12-24 ore previste, ha dichiarato a Radio New Zealand il ministro della Difesa neozelandese Judith Collins. La Cina non era tenuta per legge a dare un preavviso così ampio, ma dopo che gli aerei si sono precipitati a deviare, Collins ha detto che i funzionari stavano "cercando rassicurazioni dall'ambasciata cinese" sulle attività future di Pechino.
Come ha ricordato Abc news, la Cina è il principale partner di esportazione sia per l'Australia che per la Nuova Zelanda e l'episodio segue un periodo di miglioramento dei rapporti tra Pechino e Canberra. Gli ultimi sviluppi potrebbero tuttavia costringere il governo australiano a riconsiderare il tutto, alla luce anche di un episodio avvenuto qualche settimana nel Mar Giallo.
L'Australia aveva infatti protestato con la Cina dopo che un caccia di Pechino aveva rilasciato dei razzi sulla traiettoria di volo di un elicottero di Canberra in missione presso le Nazioni Unite in acque internazionali. Per Canberra l'accaduto è stato "inaccettabile".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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