Rinviata la nuova stretta ma le Regioni accelerano

Il governo tergiversa sulle nuove misure contro il coronavirus ma intanto le Regioni scelgono di agire in autonomia per limitare i contagi

Rinviata la nuova stretta ma le Regioni accelerano

I contagi in Italia crescono ma, mentre le Regioni e i Comuni si attrezzano in autonomia e i medici chiedono celerità per le misure di contenimento, il governo prende tempo e prima di venerdì pare non annuncerà nessuna nuova misura. Tutto è stato rinviato a venerdì e le nuove misure saranno valide a partire da lunedì, come deciso le settimane precedenti da Mario Draghi. Le ipotesi sul tavolo sono diverse, compresa quella della stretta per il weekend alla stregua di quanto avvenuto a Natale.

Tuttavia, in quel caso sarà impossibile che la misura venga adottata già dal prossimo sabato 13 marzo ma sarà valida da quello successivo. Questo significa che ancora per una settimana l'Italia dovrà sottostare alle misure attuali, senza nessuna modifica. Oggi la discussione è durata un'ora e mezza ma non si è trovato l'accordo. Il Comitato tecnico scientifico preme per nuove misure restrittive alla luce dell'aumento dei contagi ma tutto è stato rinviato perché si è preferito attendere l'arrivo di dati più aggiornati sull'andamento dei contagi, che l'Istituto superiore di sanità dovrebbe far arrivare già stasera.

Il nuovo Dpcm è stato approvato appena 4 giorni fa e già necessità di nuove modifiche, segno che l'Italia continua a rincorrere il virus piuttosto che anticiparlo. La cabina di regia era formata da Maria Stella Gelmini, Dario Franceschini, Elena Bonetti, Giancarlo Giorgetti, il ministro della Salute Roberto Speranza e i ministri Daniele Franco, Stefano Patuanelli, Patrizio Bianchi. A Palazzo Chigi erano presenti anche il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, il segretario generale Roberto Chieppa, il capo di Gabinetto di Draghi, Antonio Funiciello. e poi il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il direttore del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. Matteo Salvini intanto fa sentire la sua voce e chiede misure 'chirurgiche', ovvero intervenire dove i contagi appaiono pressoché inarrestabili. Una richiesta che mira a preservare le attività economiche laddove possibile, per evitare ulteriori chiusure.

Per domani è in programma l'incontro tra le Regioni, che se da una parte ritengono opportuno che vengano attuate nuove misure di contenimento, dall'altra sono preoccupate per le ulteriori ripercussioni sul piano economico. L'aumento rapido dei contagi sta portanto tanti nuovi pazienti negli ospedali del Paese e il rischio saturazione è dietro l'angolo. Anche per questo motivo i medici della Regione Piemonte si sono già espressi chiedendo l'immediata zona rossa. Draghi vuole agire in fretta per contenere l'aumento dei contagi e dare quindi un'accelerata importante alla campagna vaccinale.

Intanto a Bari hanno agito in autonomia, con la chiusura dei negozi alle 19 e niente asporto dalle 18.

Nella regione, invece, "è vietato lo stazionamento all'aperto, presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, se non si è in solitudine o non si è in compagnia di persone che fanno parte del proprio nucleo familiare o convivente, se non per per usufruire di servizi essenziali". Stesse misure firmate dalla Regione Campania, a causa di "dati relativi agli indicatori di sorveglianza a valori di Rt pari a 1,76, con intervalli di confidenza di 1.65-1.87".

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