Tangenti in Lombardia, finanziamenti illeciti anche a Fratelli d'Italia

L'imprenditore arrestato questa mattina avrebbe finanziato la campagna elettorale della coalizione di centrodestra nel 2018

Tangenti in Lombardia, finanziamenti illeciti anche a Fratelli d'Italia

L'inchiesta della guardia di finanza di Varese e dei carabinieri di Monza, che questa mattina hanno arrestato 43 delle 95 persone indagate per associazione a delinquere e corruzione, ha portato alla luce un sistema ben congengato di finanziamenti illeciti e tangenti.

Secondo Raffaella Mascarino, il gip di Milano, che ha firmato l'ordinanza per le misure cautelari dei 43 fermati, Fabio Altitotante, sottosegretario della Regione Lombardia, era solito "chiedere favori ed esercitare reiterate pressioni nei confronti di primari vertici della struttura dirigenziale del Comune di Milano", al fine di far ottenere appalti pubblici alle organizzazioni mafiose della zona. Insieme a lui, operava anche Pietro Tartarella, candidato di FI alle Europee, che aveva un ruolo centrale. Il politico, infatti, aiutava l'imprenditore Daniele D'Alfonso, anche lui tra gli arrestati di questa mattina, a "muoversi nei paludosi mondi che spesso accompagnano la vita politica". Grazie alle sue conoscenze, infatti, Tatarella sapeva bene a chi chiedere per ottenere determinari favori e chi fosse corruttibile. In cambio, l'imprenditore lo ripagava con regali e viaggi, per una smma di 5mila euro mensili.

Daniele D'Alfonso, però, non aveva avuto rapporti di "affari" solo con Tatarella. infatti, dalle carte del gip emergono anche presunti "finanziamenti illeciti a Fratelli d'Italia". Considerando i capi d'imputazione, sembra che l'imprenditore avesse fornito "sistematici finanziamenti illeciti a soggetti politici", tra cui spiccano i nomi di Fabio Altitonante, Diego Sozzani e Angelo Palumbo. Ma non solo. Tali finanziamenti, infatti, sarebbero stati effettuati anche a vantaggio del partito Fratelli d'Italia. In particolare, "in occasione della campagna 2018 per le consultazioni politiche e regionali", l'imprenditore aveva effettuati vari finanziamenti, destinati a pagare la campagna elettorale del centrodestra, coalizione che si rivelerà poi vincente.

Con le elezioni del 2018, l'indagine ha subito un'accelerazione, portando gli inquirenti a venire a capo del sistema di tangenti messo in atto da

imprenditori e politici. "Dalle intercettazioni emerge che il soggetto interessato è sempre Daniele D'Alfonso che sfrutta il momento della campagna elettorale per fare la semina", ha spiegato il gip di Milano.

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