
Si chiama Ghost Shark ed è un veicolo sottomarino senza pilota di grandi dimensioni (XLUUV) progettato per effettuare operazioni stealth di lunga durata. Lo ha progettato l'Australia nell'ambito di un contratto multi milionario con l'obiettivo di consegnare tre XLUUV avanzati alla Royal Australian Navy (RAN) entro la fine del 2025. Sono scesi in campo Anduril Industries, l'Advanced Strategic Capabilities Accelerator (ASCA) e il Defence Science and Technology Group (DSTG). A che punto siamo? Nel maggio 2022 Anduril si è assicurata il contratto iniziale per sviluppare tre prototipi di Ghost Shark nell'arco di un triennio. Dopo appena sette mesi, Canberra ha svelato un primo modello. Lo scorso aprile, invece, la stessa Anduril ha lanciato e consegnato il primo prototipo alla Marina australiana. Che nei prossimi mesi dovrebbe acquisirne almeno tre come da contratto.
Il sottomarino dell'Australia
Il Ghost Shark XL-UUV è progettato per garantire un'elevata modularità, ed è adattabile per coprire più missioni critiche nel Pacifico. Come detto, la Royal Australian Navy è il primo operatore confermato, ma Anduril sta proponendo questo sottomarino avanzato ad altre forze militari, tra cui la US Navy. Come ha spiegato il portale Eurasiantimes, lo "squalo fantasma" può operare in modo autonomo fino a dieci giorni e immergersi a profondità di 6.000 metri. È stato realizzato inoltre per essere furtivo, resistente e versatile, nonché per rivoluzionare la guerra navale, migliorando la proiezione di potenza e riducendo al contempo i rischi per l'uomo.
In base a quanto fin qui emerso, Ghost Shark è altamente modulare, flessibile e riconfigurabile, consentendo molteplici profili di missione, tra cui intelligence, sorveglianza, ricognizione (ISR) e operazioni di attacco. Sebbene i funzionari australiani non abbiano ancora rivelato completamente il suo ambito operativo, l'impiego di droni sottomarini del genere rappresenta una spinta strategica verso capacità navali persistenti, a lungo raggio e autonome, in linea con una più ampia rivoluzione tecnologica nella guerra dei droni sottomarini, dove le operazioni sui fondali marini e la protezione delle infrastrutture sottomarine stanno diventando priorità militari critiche.
Lo squalo fantasma
Oltre alla sua straordinaria adattabilità, Ghost Shark è dotato di una vela bassa e arcuata nella sezione anteriore e può essere completamente smontato e trasportato in soli cinque container standard, consentendo un rapido dispiegamento e rimontaggio in qualsiasi parte del mondo. Al netto delle funzioni ISR e di ricognizione, il sottomarino potrebbe essere configurato per un'ampia gamma di capacità offensive, tra cui il lancio di siluri o missili, il dispiegamento di munizioni vaganti, operazioni di posa di mine, guerra elettronica e sistemi di disturbo.
Anduril ha anche lasciato intendere che Ghost Shark potrebbe funzionare come una "nave madre", un hub centrale in grado di schierare sciami di droni più piccoli e altamente autonomi per la guerra in rete. Le tattiche di sciame forniscono una flessibilità operativa senza pari, consentendo ai veicoli autonomi di coordinare gli attacchi, condurre ricognizioni multi-dominio e persino impegnarsi nella guerra elettronica.
Sarà interessante capire come Canberrà utilizzerà questo innovativo sottomarino, considerando le crescenti tensioni con la Cina. Senza ombra di dubbio un mezzo del genere potrà creare diversi problemi alla Marina di Pechino, sempre più attiva nei pressi delle coste australiane.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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