Dl Rilancio, aiuti alle famiglie: per le vacanze fino a 500 euro

Nella bozza del dl Rilancio misure di sostegno all’economia. Per le imprese contributi a fondo perduto. Poi bonus sugli affitti per i negozianti

Dl Rilancio, aiuti alle famiglie: per le vacanze fino a 500 euro

Nella bozza che circola in queste ore, e che potrebbe essere modificato in vista del Consiglio dei ministri di domani, ci sono 258 articoli. È il decreto "Rilancio". Quel decreto "Aprile", poi "Maggio", più volte rinviato dal governo. Le misure riguarderanno: salute e sicurezza, sostegno al comparto aereo e mondo dello sport. Aiuti alle imprese e all’economia, compreso il reddito d’emergenza.

Sostegno alle vacanze

È prevista una tax credit per le vacanze fino a 500 euro. La norma, dal titolo "Misure per la promozione turistica in Italia - Tax credit vacanze", dispone che per il periodo d’imposta 2020 è riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35mila per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive. Il credito è utilizzabile, dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, da un solo componente per nucleo familiare nella misura di 500 euro per ogni nucleo familiare. La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona. Il credito è fruibile nella misura del 90% in forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dai fornitori presso i quali la spesa è stata sostenuta. E per il 10% in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.

Reddito di emergenza

È previsto anche il reddito di emergenza nella bozza del decreto "Rilancio". Nel testo che circola in queste ore viene riportato che le domande per il Rem possono essere presentate entro giugno e il beneficio è erogato in due quote di 400 euro ciascuna. Tra i requisiti: residenza in Italia, patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10mila, un valore dell’Isee inferiore a euro 15mila. Non hanno diritto al Rem i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonché coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Il Rem è riconosciuto ed erogato dall’Inps previa richiesta tramite modello.

Contributi a fondo perduto per le imprese

Un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, con ricavi non superiori a 5 milioni di euro. Tra i beneficiari dell’intervento anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali. Ad avere accesso al contributo, oltre al tetto di 5 milioni di ricavi, anche quelle imprese il cui fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo dunque, su queste basi, è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. La predetta percentuale è del 25%, 20% e 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a centomila, quattrocentomila e cinque milioni di euro, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Fondi per la sicurezza sanitaria dei negozi

È previsto un credito d’imposta dell’80% delle spese sostenute nell’anno 2020 per gli investimenti affrontati necessari a garantire la riapertura in sicurezza delle attività economiche per un massimo di 80mila euro. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti, è utilizzabile esclusivamente in compensazione ed è cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. La platea dei soggetti possibili beneficiari del credito d’imposta sono gli operatori con attività aperte al pubblico, tipicamente, bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema.

Aiuti per i lavoratori dipendenti

Sono previsti nel decreto "Rilancio" anche aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di Covid-19. Sono finalizzati a proteggere l’occupazione e sono volti a contribuire ai costi salariali delle imprese (compresi i lavoratori autonomi) che, a causa della pandemia, sarebbero altrimenti costrette a licenziare i dipendenti. Secondo la bozza la sovvenzione mensile per il pagamento dei salari non deve superare l’80 per cento della retribuzione mensile lorda (compresi i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro) del personale beneficiario. La sovvenzione è prevista per un periodo non superiore a 12 mesi a decorrere dalla domanda di aiuto, per i dipendenti che altrimenti sarebbero stati licenziati. A condizione che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo continuativo l’attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l’aiuto

Norme sugli affitti

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, sarà prevista l’istituzione di un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

I prezzi delle mascherine

I produttori dei dispositivi di protezione, individuale delle vie respiratorie e delle mascherine chirurgiche, sono tenuti a indicare il prezzo massimo di vendita consigliato.

In caso di importazione dei dispositivi il prezzo massimo di vendita consigliato è indicato dal soggetto importatore prevedendo un margine di ricarico sulla base di fattori fisiologici di mercato e comunque in ogni caso non superiore al 50% del costo di importazione.

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