Exor torna a fare profitti. Ma c'è l'incognita guerra

Utile a quota 1,7 miliardi, dividendo in arrivo. E da Covéa altri 328 milioni per PartnerRe

Exor torna a fare profitti. Ma c'è l'incognita guerra

La holding Exor guidata da John Elkann (è attesa la sua tradizionale lettera agli azionisti) chiude il 2021 con un utile netto consolidato di 1,717 miliardi, contro una perdita di 30 milioni nel 2020 dovuta soprattutto all'impatto della pandemia sulle società partecipate. Quest'anno, inoltre, la cassaforte della famiglia Agnelli riceverà 631 milioni di dividendi dalle principali partecipate. Subordinato all'ok delle rispettive assemblee, Exor otterrà 467 milioni da Stellantis, 103 da Cnh Industrial e 61 da Ferrari.

«Il dato dell'utile netto - spiega una nota - deriva soprattutto dal miglioramento delle performance delle società operative (3,009 miliardi), parzialmente compensato dall'effetto dell'accordo transattivo raggiunto da Exor con l'Agenzia delle Entrate che ha comportato il pagamento di tasse per 744 milioni, di cui 101 per interessi». I numeri dell'esercizio 2021 sono stati comunicati ieri a mercati chiusi dopo una giornata che ha visto le azioni della holding perdere il 2%.

Aumenta, intanto, di 328 milioni di dollari il corrispettivo in contanti pagabile da Covéa per la vendita di PartnerRe. I 9 miliardi di dollari in contanti concordati, versabili dalla stessa Covéa al perfezionamento della cessione del colosso delle riassicurazioni, si basava infatti su un valore consolidato del patrimonio netto di PartnerRe pari a 7 miliardi di dollari. In base al patrimonio netto di PartnerRe al 31 dicembre 2021, il corrispettivo in contanti verrà adeguato, secondo gli accordi, con l'aggiunta di ulteriori 328 milioni (di cui 150 pagabili da Covéa e 178 milioni da PartnerRe quale cedola straordinaria).

Il Net Asset Value di Exor, sempre al 31 dicembre 2021, ammontava a 31.069 milioni (in crescita di 7.028 milioni rispetto all'anno prima). E ancora nello stesso periodo, il Nav per azione di Exor era di 132,41 euro in aumento di 30,33 euro per azione (+29.7%). La posizione finanziaria netta consolidata del Sistema Holding, al 31 dicembre passato, risulta negativa di 3.924 milioni.

Infine, le ricadute su Exor del difficile

scenario geopolitico. Una nota della holding precisa «che le società controllate e partecipate hanno attività nelle aree soggette alle sanzioni internazionali e che stanno operando per rispettare il regime sanzionatorio».

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