Stellantis, agli operai 207 euro in più

Previsti una tantum e benefit. Ma la Fiom non firma e allarga la spaccatura sindacale

Stellantis, agli operai 207 euro in più

Si allarga la forbice che vede contrapposti, da una parte i sindacati Fim Cisl, Uilm, Fismic-Confsal, Ugl Metalmeccanici e Associazione quadri, e dall'altra - isolata - la Fiom Cgil. Una distanza che si è ancora più accentuata in occasione della discussione e della firma, avvenuta ieri, per il contratto di quattro importanti realtà industriali del Paese: Stellantis, Ferrari, Iveco e Cnh Industrial. «L'accordo - commentano Rocco Palombella e Gianluca Ficco, rispettivamente segretario generale e nazionale Uilm - raggiunge gli scopi che ci eravamo prefissati: la tutela del potere d'acquisto e l'apporto di miglioramenti anche dal punto di vista normativo».

La parte economica è stata rinnovata per il biennio 2023-2024, mentre quella normativa sino a fine 2026. A partire dalla prima mensilità utile, marzo 2023, l'aumento sui minimi sarà del 6,5%, pari un incremento medio di 119 euro (relativo all'inflazione del 2022, che si aggiunge al 2% già erogato nel 2022) e per il secondo anno, a gennaio 2024, un aumento del 4,5%, pari a 87,8 euro. Complessivamente, nel biennio i minimi saranno aumentati dell'11,3% per oltre 207 euro mensili. Ci sarà anche l'una tantum di 400 euro, in due parti di pari valore, in aprile e a luglio. Da maggio, inoltre, i lavoratori avranno a disposizione 200 euro netti di «flexible benefit» spendibili nella piattaforma welfare di Cnh Industrial, Iveco e Stellantis, e in buoni carburanti per Ferrari. A questo punto, il montante salariale generato dai minimi, dall'una tantum e dai «flexible benefit» per il biennio, sarà superiore a 4.300 euro medi.

«Sono stati aggiornati e incrementati di oltre il 30% nella cifra teorica disponibile - precisano Palombella e Ficco - anche i premi annui variabili, oramai nettamente differenziati per ciascun gruppo firmatario del contratto». In Stellantis si adotterà il sistema del profit sharing, che similmente a quanto già fatto in altri Paesi europei, collega fortemente il premio alla redditività aziendale e porta l'erogazione massima dall'8,7% al 10,5% della paga base annua. In Cnh Industrial e Iveco si conferma, invece, il premio sperimentale pattuito nel 2022, con piccole modifiche sugli obiettivi e con un'erogazione massima che passa dall'8,7% al 10,35% della paga base annua. È in ogni caso confermato l'incentivo di produttività pari a 0,84 euro medi orari. In Ferrari, infine, continua a vigere il premio specifico pattuito a livello territoriale.

«Il risultato salariale raggiunto è storico rispetto agli altri contratti dell'industria fatti in questo momento. Il salario è difeso piu che dignitosamente e i lavoratori di queste aziende vantano un potere d'acquisto superiore. Questo contratto farà da riferimento», osserva Roberto Benaglia, leader Fim Cisl.

La posizione della Fiom Cgil è espressa da Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive: «La firma del contratto è avvenuta ancora una volta escludendo il sindacato, le lavoratrici e i lavoratori. Il confronto si è tenuto su due tavoli per volontà delle aziende.

L'obiettivo della Fiom era la realizzazione di un nuovo contratto, ma anche questa volta, i lavoratori non saranno chiamati a decidere con un referendum sul proprio contratto. Invece di unire si continua a percorrere la strada della divisione».

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