Superbonus al 90%: ecco cosa cambia dal 2023

L'esecutivo pensa ad alcune modifiche in materia di Superbonus dal 2023: ecco quali sono le nuove ipotesi

Superbonus al 90%: ecco cosa cambia dal 2023

Il Superbonus, dal 2023, dovrebbe essere rimodulato al 90%. In questi giorni si sono susseguite e continuano ancora adesso varie ipotesi che spaziano dal 100% all'80%, ecco perché quindi la misura intermedia potrebbe essere quella definitiva.

Cosa succede con le villette

Ne sapremo di più nelle prossime ore quando avverrà la discussione sul Nadef (Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza) fondamentale per approvare la prossima Legge di Bilancio. Le ipotesi propendono per una detrazione, sempre al 90%, per le villette unifamiliari ma soltanto se utilizzate come prima casa che rientrano nella soglia di reddito calcolata in base al quoziente familiare (che comprende i componenti di una famiglia): questa cifra sarebbe intorno a 15mila euro. Anche questa rappresenterebbe un'altra novità dal momento che questa categoria di abitazioni, allo stato attuale, non rientra nel bonus statale del prossimo anno.

Alcuni dubbi

Come scrive il Corriere, va capito se i limiti saranno validi anche per le singole abitazioni all'interno dei condomini: se viene realizzato, per esempio, un cappotto termico, l'attuale Superbonus vale anche per la costruzione di nuovi infissi all’interno di tuttie le case presenti nel palazzo. Dal 2023 non è detto che funzioni ancora così. Un altro capitolo è il nodo legato ai costi: se su 100 euro l'agevolazione è pari a 90 euro, le banche erogherebbero 77 euro se il bonus fosse spalmato su quattro anni e due euro in meno in cinque anni come era previsto inizialmente. In questo caso, quindi, ogni 100 euro bisognerebbe pagare il 25% oltre agli onori finanziari e i costi che non si possono detrarre.

Cosa succede con la Cilas

Il nodo forse più importante è capire cosa succederà a chi ha iniziato i lavori prima dell'introduzione delle nuove misure che partiranno il prossimo anno. Il termine ultimo per depositare la Comunicazione asseverata dei lavori potrebbe rimanere esattamente così com'è. Viceversa, se dovesse prevalere una linea più restrittiva, l'utente andrebbe incontro a costi più elevati rispetto a quelli stabiliti inizialmente creando numerosi contenziosi con le imprese che eseguono i lavori. Un altro punto interrogativo riguarda la cessione del credito che non ha ancora trovato una soluzione defintiva.

Intanto la manovra economica per il 2023 inizia a prendere

forma: previste almeno 21 miliardi di risorse in deficit di cui 15 miliardi per la tutela delle famiglie e le imprese dall'emergenza energia che comprendono anche la revisione del Superbonus e del reddito di cittadinanza.

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