Detroit in bancarotta: è il più grande fallimento di una città Usa

La "capitale dell'auto" non ha più risorse per i servizi base (polizia, illuminazione e vigili del fuoco). Con 18 miliardi di debito è al tracollo. Ma un giudice le lancia una ciambella di salvataggio

Detroit in bancarotta: è il più grande fallimento di una città Usa

Quello di Detroit è il più grande fallimento di una municipalità nella storia americana. La ciambella di salvataggio arriva da un giudice federale, attraverso l'undicesimo titolo del "Chapter 9" della legge fallimentare americana. Detroit è la prima città degli Stati Uniti che dichiara formalmente bancarotta: la città del Michigan potrà così disfarsi dei milioni di dollari di debito che l'hanno portata al tracollo. Respinte, tra le proteste, le richieste dei sindacati e dei pensionati che, come molti altri creditori, potrebbero veder tagliati i propri assegni. Ma secondo il giudice federale Steven Rhodes la città ha agito correttamente, negoziando con i creditori prima di dichiarare (lo scorso 18 luglio) lo stato di insolvenza.

Cosa comporta il Chapter 9? Affronta il problema della ristrutturazione (il taglio) dei debiti delle municipalità, agendo a tutela del richiedente. Detroit ha enormi problemi economici (e sociali): il debito della città ammonta a circa 18 miliardi di dollari, la popolazione è stremata e ridotta ai minimi termini: 700mila abitanti contro i 2 milioni degli anni d'oro dell'auto. La disoccupazione sfiora il 20%. Molti quartieri sono quasi del tutto abbandonati e, girando per strada, si respira il degrado, con una forte impennata della criminalità. Chi può scappa, chi non può permetterselo cerca di sopravvivere.

Eppure, nonostante gli enormi problemi, c'è voglia di riscatto: anche se non è facile con un fardello simile sulle spalle. Si tenta di far rinascere Detroit ma ci vuole la collaborazione di tutti e la buona volontà dello Stato, partendo dai servizi base, quelli che non possono essere cancellati: polizia, vigili del fuoco, nettezza urbana, illuminazione delle strade. Ristabilire le condizioni minime di vivibilità è prioritario per riportare un po' di persone a vivere in città e rialzare, così, gli introiti nelle casse del Comune. Serve, prima di tutto, la speranza. Detroit non vuole mollare. Anche se è difficile.

La svolta politica

Dopo 40 anni Detroit ha eletto il primo sindaco bianco. Mike Duggan, 55 anni, ex amministratore delegato del Detroit Medical Center, si è imposto con il 55% dei voti contro il 45% del suo rivale, Benny Napoleon, nero, ex capo della polizia locale. Particolare curioso: entrambi erano vicini al partito democratico. Il neo sindaco ha vinto grazie anche al sostegno della comunità finanziaria. "La gente - ha detto a caldo Duggan, dopo la vittoria - vuole che il sindaco si liberi della burocrazia e faccia funzionare i servizi locali".

Compito duro quello del sindaco, che dovrà vedersela con le forbici di Kevyn Orr, amministratore straordinario nominato dal governatore del Michigan dopo il tracollo finanziario della città. I due dovranno necessariamente convivere almeno fino al prossimo anno.

 

 

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