"Dicono il falso". Ma l'Irlanda tira dritto sulle etichette sul vino

L'Irlanda va avanti sulle etichette da applicare a vino e alcolici, e si augura che anche altri Paesi la seguano

"Dicono il falso". Ma l'Irlanda tira dritto sulle etichette sul vino

Nessun passo indietro dell'Irlanda sull'etichetta con avvertenze sanitarie da apporre alle bottiglie di vino e di alcolici. Malgrado le furiose proteste di queste ultime settimane, dunque, il governo irlandese va avanti con il suo proposito, invitando anche gli altri Paesi Ue ad aderire.

L'Irlanda non si ferma: fra 3 mesi le etichette

Secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa, in queste ultime ore è stata notificata la Wto (World Trade Organization - Organizzazione mondiale del commercio) ed è stato annunciato che entro 2-3 mesi arriverà il via libera per le etichette con avvertenza sugli alcolici.

"La speranza è che entro 2 o 3 mesi potremo dare il via a questa legge e che tutti gli altri Paesi ci seguano", è stato il commento di Claire Gordon, responsabile dell'unità di controllo del tabacco e dell'alcol del Ministero della Salute di Dublino, come riportato da Euractiv. "Siamo molto grati e in effetti un po' sorpresi di aver superato con successo la valutazione Ue perché si tratta in qualche modo di una violazione del mercato unico", ha aggiunto la Gordon, ammettendo anche il problema alla base di tale proposta.

Smacco al made in Italy

Un affronto in piena regola nei confronti dell'Italia, uno dei maggiori paesi produttori di vino, conosciuto per le sue impareggiabili eccellenze.

I produttori nostrani sono da tempo sul piede di guerra, e ad affiancarli in questa battaglia è lo stesso ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. Inaccettabile questo attacco al made in Italy. Intervenuto sulla questione, Lollobrigida ha espresso la propria posizione in maniera molto chiara: "Stigmatizzare il vino e la qualità di questo prodotto serve ad altro, serve a indirizzare il consumatore verso altri prodotti, magari iper-processati, come le bevande ad alta presenza di zuccheri, come in altre Nazioni. Bevande gestite nella produzione da grandi multinazionali. Oppure, e questo è un altro nostro dubbio, su Nazioni che producono distillati ad alta gradazione, ben più pericolosi per la salute. Difendere, insomma, quello che è il loro modello di consumo".

Il ministro ha anche promesso che il governo italiano farà di tutto per opporsi a questo genere di attacchi. Pochi giorni fa, ha anche donato una bottiglia di vino al collega irlandese Charlie McConalogue, giusto per dare un segnale netto.

Commentando la notizia di oggi, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega) ha scritto sui social: "Come abbiamo sempre sostenuto, le etichette allarmistiche che l'Irlanda vuole introdurre con il benestare della Commissione Europea dicono il falso e non aiuteranno a combattere l'abuso di alcol in quel Paese. Piuttosto, rischiano di danneggiare il lavoro di tanti produttori, italiani e non solo, che esportano vino di qualità in tutto il mondo". Oltre all'Italia, ha ricordato Centinaio, anche altri Paesi europei si stanno opponendo alla norma sulle etichette: l'auspicio è che si crei un fronte comune affinché sia possibile "far sentire più forte la nostra voce in Europa, come abbiamo già fatto fermando il Nutriscore".

Non solo l'Italia

Il nostro Paese non è solo a combattere questa battaglia.

A schierarsi contro le etichette sono anche Francia e Spagna. In questi ultimi giorni si è creato un fronte Roma, Parigi e Madrid per opporsi alla norma che andrebbe ad equiparare il vino alle sigarette, etichettandolo come nocivo per la salute.

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