L'accusa di Mosca: "L'Europa incita Kiev a proseguire la guerra"

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: "Quando sull'Ucraina l'equilibrio delle forze politiche cambia, l'Ue cerca immediatamente di indebolire questa tendenza"

L'accusa di Mosca: "L'Europa incita Kiev a proseguire la guerra"
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L'Europa incita l'Ucraina a proseguire la guerra: questo il j'accuse di Mosca. Intervenuto in una conferenza stampa dopo la sua visita in Qatar, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha puntato il dito contro il Vecchio Continente, reo di spingere Kiev a continuare il conflitto nonostante i cambiamenti sulla questione nell'equilibrio delle forze politiche. "Quando sull'Ucraina l'equilibrio delle forze politiche cambia, come è stato evidente nel voto alle Nazioni Unite, l'Europa cerca immediatamente di indebolire questa tendenza, annuncia nuovi grandi pacchetti di aiuti militari a Kiev, la incita a continuare le azioni militari, affermando che in questa situazione la pace è peggio della guerra" le sue parole riportate dall'agenzia Tass.

Nel corso del suo intervento a Doha, Lavrov ha sottolineato che il Cremlino non sta prendendo in considerazione alcuna opzione per l'invio di forze di peacekeeping europee in Ucraina. L'approccio imposto dai Paesi europei in particolare Francia e Gran Bretagna, rischia di compromettere ogni tentativo di pace, aggravando ulteriormente il conflitto: "Macron ha parlato a Washington della necessità di un cessate il fuoco urgente, dell'introduzione di forze di peacekeeping, e poi, presumibilmente, parleremo di territori, del destino delle persone, di altri principi di insediamento. Questo è inganno. Non si può andare per un accordo che mira a raggiungere un unico obiettivo: pompare di nuovo l'Ucraina di armi".

A far storcere il naso alla Russia è l'annuncio della Commissione europea del nuovo finanziamento da 3,5 miliardi di euro destinato al Paese di Zelensky. L'Ue ha fornito ad oggi in totale 135 miliardi a Kiev, di cui 48,7 miliardi per l’assistenza militare. Senza dimenticare il nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che chiama in causa le petroliere "fantasma" e l'importazione di alluminio.

Nel frattempo i dialoghi per il cessate il fuoco vanno avanti, ma Mosca ha le idee chiare sul da farsi. La Russia “cesserà le ostilità” in Ucraina solo quando i negoziati produrranno “un risultato fermo e sostenibile che vada bene alla Federazione Russa” ha evidenziato lo stesso Lavrov al termine del confronto con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

"Siamo pronti a negoziare sia con l'Ucraina che con l'Europa, con qualsiasi rappresentante che in buona fede voglia contribuire al raggiungimento della pace". Per quanto concerne l'asse con Washington, il diplomatico di Putin ha rimarcato che il prossimo incontro tra le delegazioni sarà dedicato alla normalizzazione complessiva del funzionamento delle ambasciate. Seguiranno aggiornamenti.

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