"Foggetta pro burqa: donne e moderati di sinistra non dicono nulla?"

Michele Foggetta in passato ha espresso opinioni discutibili sul burqa e sugli attentati di Charlie Hebdo. Ora vorrebbe la grande moschea a Sesto San Giovanni

"Foggetta pro burqa: donne e moderati di sinistra non dicono nulla?"

A Sesto San Giovanni si è tornati a parlare della grande moschea da quasi 2.500 metri quadrati, la più grande del nord Italia. Un progetto vecchio, già bocciato anche in consiglio di Stato, che ora in tempo di campagna elettorale pare sia tornato di attualità, spinto dal candidato sindaco supportato da tutto il centrosinistra, Michele Foggetta, che già in passato era stato esposto a critiche per le sue posizioni in merito al terrorismo internazionale e alle questioni di sicurezza interna del Paese.

Tra le sue esternazioni più eclatanti c'è quella relativa alla mozione anti-burqa proposta dalla Lega e approvata dal Consiglio comunale, che ai tempi era a maggioranza centrosinistra. "Vietato il burqa nei luoghi pubblici a Sesto. Secondo la Lega e ora anche secondo il Consiglio comunale di Sesto, obbligare una donna a vestirsi in un certo modo è deprecabile, mentre obbligare una donna a non vestire in un certo modo no", scriveva il 2 febbraio 2011 sul suo profilo Facebook pubblico Michele Foggetta.

Michele Foggetta

"Il candidato della sinistra si è dichiarato contrario al divieto di burqa nei luoghi pubblici passato in Consiglio comunale nel 2011 anche coi voti degli stessi a cui oggi chiede sostegno. Secondo lui sarebbe deprecabile obbligare una donna a non vestirsi in un certo modo, come se il velo integrale fosse una libera scelta e non una costrizione. Vorremmo sapere cosa ne pensano le donne di sinistra, sempre molto attente ai diritti femminili ma troppo spesso tiepide contro le imposizioni dell’Islam", dice oggi Roberto Di Stefano, sindaco in carica e candidato nuovamente per le prossime elezioni.

Ma lo stesso che oggi continua ad appoggiare il progetto della grande moschea di Sesto, quando nel 2015 ci fu l'attentato a Charlie Hebdo assunse una posizione quanto meno discutibile: "Fatemi capire, quindi per libertà di espressione voi intendete la possibilità di disegnare bestemmie su un giornale?". Michele Foggetta, lo stesso che si esprimeva così, oggi concorre per la poltrona di primo cittadino a Sesto San Giovanni e vorrebbe accentrare nella cittadina dell'hinterland milanese il culto musulmano dell'intero nord Italia, spolverando il progetto (accantonato) della grande moschea.

Michele Foggetta

Una prospettiva alla quale Roberto Di Stefano ha deciso di opporsi fermamente: "Un candidato così estremo nelle sue idee, quasi giustificazionista sugli attentati terroristici come nel caso di Charlie Hebdo a Parigi, troppo tiepido sui massacri dei cristiani nel mondo e addirittura a favore di un indumento oppressivo della libertà delle donne, sta creando non pochi malumori all’interno di una coalizione ormai fortemente sbilanciata a sinistra-sinistra. Sesto San Giovanni non ha certo bisogno di queste posizioni da centro sociale".

La possibilità che a Sesto San Giovanni si possa tornare a ipotizzare la realizzazione della grande moschea è stata rifiutata dal centrodestra compatto, che si oppone a un progetto che potrebbe minare la sicurezza della zona per il rischio di radicalizzazioni.

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