"Adesso si entra in un momento cruciale per la guerra": l'allerta dei servizi Usa per l'Ucraina

Nella notte da Washington l'intelligence ha fatto sapere, tramite propri funzionari intervistati dalla Cnn, di ritenere la guerra in Ucraina "in una fase cruciale". Intanto si combatte aspramente a Severodonetsk

"Adesso si entra in un momento cruciale per la guerra": l'allerta dei servizi Usa per l'Ucraina

Quella appena trascorsa per l'Ucraina è stata, in primo luogo, una notte di timore. Gli attacchi, giunti in modo quasi improvviso, di ieri contro alcune province occidentali, come quella di Leopoli, hanno fatto temere un'ondata di raid in varie parti del Paese. Le sirene antiaeree hanno risuonato in effetti ancora una volta in diverse regioni, compresa Kiev.

La guerra sembra però essersi limitata nelle aree in cui da settimane si concentra il grosso dei combattimenti. E quindi nel Donbass e, principalmente, a Severodonetsk. I russi vorrebbero prendere quest'ultima città il prima possibile. Qui gli scontri sono iniziati il mese scorso e stanno proseguendo strada per strada. Da Washington l'intelligence Usa ha messo nero su bianco, come si legge sulla Cnn, i propri timori per l'attuale fase del conflitto. "Siamo in un momento cruciale della guerra - hanno dichiarato funzionari dei servizi segreti statunitensi - Questo momento cruciale potrebbe costringere a prendere una decisione difficile anche i governi occidentali, che finora hanno offerto sostegno all'Ucraina a un costo sempre maggiore per le loro economie e per le scorte nazionali di armi".

La situazione a Severodonetsk

Più volte nelle ultime ore si è parlato di una capitolazione di quello che, negli ultimi otto anni, era stato trasformato come il più importante centro in mano ucraina dell'oblast di Lugansk. Al momento però, nonostante condizioni estreme per i soldati di Kiev, Severodonetsk non è caduta. La situazione al suo interno viene paragonata a quella di Mariupol.

Così come accaduto nella città portuale sul Mar d'Azov, gli ucraini appaiono quasi del tutto isolati. Specialmente perché già da lunedì si è diffusa la notizia, confermata dalle stesse autorità locali, della distruzione di tutti i ponti di collegamento con il territorio circostante. C'è però, rispetto a Mariupol, una differenza importante: mentre nella città caduta a maggio per settimane i soldati di Kiev sono rimasti circondati e senza possibilità di incontro con gli altri reparti dell'esercito, a Severodonetsk la linea del fronte non è così lontana e i combattenti ucraini possono ancora comunicare con gli altri reggimenti.

Inoltre Kiev controlla ancora la zona industriale e alcuni quartieri occidentali. Anche grazie alla presenza di soldati ucraini nella vicina Lysychansk, situata su un'altura strategica da cui è possibile avere il controllo del fuoco delle aree circostanti. Tuttavia per gli ucraini la situazione appare comunque seria, con russi e filorussi capaci oramai di occupare buona parte del nucleo urbano di Severodonetsk.

Ieri è trapelata la notizia di un possibile corridoio umanitario per far uscire i civili, soprattutto quelli all'interno dell'impianto chimico Azot, dalle 7:00 alle 19:00. Nella notte non sono arrivate però altre indicazioni in tal senso. Possibile un disaccordo sul percorso dei corridoi e sulla destinazione dei civili tra Kiev e Mosca.

Nuovi bombardamenti

Ancora raid invece in altre regioni, soprattutto ad esempio in quella di Kharkiv, dove i russi hanno ripreso anche ad avanzare, seppur lentamente.

Allarmi aerei nella notte sono stati segnalati da Odessa, Mykolaiv e dalla stessa area di Kiev, oltre che ovviamente dal Donbass. Ieri i russi sono tornati a colpire a ovest, con diversi bombardamenti attuati nella regione di Leopoli.

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