Fronte al Nusra, il braccio di al Qaeda in Siria

Fino al successivo avvento dello Stato islamico era considerato il più radicale e violenti tra i gruppi insorti contro il regime di Bashar al Assad

Fronte al Nusra, il braccio di al Qaeda in Siria

Jabhat al Nusra (Fronte al Nusra), l’organizzazione che teneva in ostaggio le due cooperanti italiane Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, è il braccio di al Qaeda in Siria, ma opera anche in Libano, nei territori intorno alla Valle della Biqaa. La sua formazione risale al 23 gennaio 2012 e fino al successivo avvento dello Stato islamico era considerato il più radicale e violenti tra i gruppi insorti contro il regime di Bashar al Assad.

Composto da sunniti, mira alla creazione di un emirato islamico in Siria. Dal dicembre 2013 al marzo 2014 il Fronte al Nusra ha tenuto in ostaggio 13 suore di un convento greco ortodosso a Maalula, poi rilasciate in uno scambio di prigionieri. Tra agosto e settembre, il gruppo ha tenuto in ostaggio per due settimane 45 caschi blu delle isole Figi, che operavano sulle alture del Golan. Per quanto affiliato ad al Qaeda, obiettivo principale del gruppo è rovesciare Assad piuttosto che colpire obiettivi occidentali nell’ambito del jihad globale. Gli Stati Uniti lo hanno inserito nella lista nera dei gruppi terroristici. I raid della coalizione anti-Is colpiscono in Siria anche le postazioni di al Nusra.

Il leader del Fronte è Abu Mohammad al Julani. Di lui si sa molto poco, anche se il nome lascia supporre che provenga dalle Alture del Golan. È stato intervistato una volta da al Jazeera. In linea di massima le dichiarazioni e i video del Fronte vengono diffusi dalla sua emittente al-Manarah al-Bayda (’il minareto biancò) attraverso il webforum jihadista Shamoukh al Islam, cosa che però non è accaduta per il video sulle due italiane, comparso su YouTube. Secondo il think tank britannico Quilliam foundation, il Fronte è composto da molti siriani che combattevano in Iraq con al Qaeda. I suoi militanti sono considerati combattenti ben addestrati e hanno compiuto diverse azioni militari e attentati suicidi nell’area di Aleppo. Nell’aprile 2013, il leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi, ha annunciato la fusione del suo gruppo con al Nusra. Ma al Julani ha smentito e fra i due gruppi vi sono stati diversi scontri armati.

Dal novembre 2014, il Fronte ha iniziato ad attaccare anche l’Esercito Siriano Libero e altri gruppi moderati, malgrado fosse in precedenza alleato con loro, con l’obiettivo di creare un emirato nella provincia di Idlib, che è sotto il suo controllo.

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