"Siamo scappati di notte". Cosa c'è dietro il ritiro degli ucraini

Le parole di un soldato ucraino dopo il ritiro da Lysychansk, conquistata dai russi: "Ritirarsi non è bello, ma torneremo"

"Siamo scappati di notte". Cosa c'è dietro il ritiro degli ucraini

In queste ultime ore è arrivato l'annuncio della presa da parte dell'esercito russo della città di Lysychansk, unico bastione rimasto in mano agli ucraini nel Lugansk. Sergej Šojgu, ministro della Difesa russo, ha comunicato direttamente al presidente Vladimir Putin che con il ritiro delle truppe ucraine l'intero Lugansk è passato sotto al controllo di Mosca.

Raggiunto telefonicamente dopo diverse ore di attesa da un giornalista del Corriere, un carrista dell'esercito ucraino fornisce alcuni dettagli relativi a quanto accaduto.

Mantenendo l'anonimato secondo accordi presi, il soldato afferma di non sapere neppure dove si trova al momento, perché l'esercito si sta continuamente muovendo. "Abbiamo droni russi sulla testa, non possiamo fermarci perché darebbero le nostre coordinate e saremmo spacciati", spiega.

Quanto alla ritirata da Lysychansk, dichiara che"non era più possibile tenere le posizioni. Non tanto per il cannoneggiamento. Quello toglie solo il sonno, ma i russi non sarebbero comunque riusciti a prenderci. Eravamo trincerati molto bene. Ci siamo ritirati per non restare imbottigliati". Secondo il soldato, le truppe russe erano già riuscite ad attraversare il fiume a nord e stavano inviando le loro forze speciali direttamente in città. A quel punto, i militari ucraini avrebbero pututo essere presi di spalle in qualsiasi momento.

La fuga, racconta il soldato, è avvenuta di notte, al buio e in piccoli gruppi, mantenendo il silenzio radio. "Il comandante è sempre stato con noi, poi è tornato indietro a prendere gli altri. Nel nostro Battaglione non ci sono stati incidenti. Tutti salvi", riferisce. Impensabile ripiegare fino alle città di Kramatorsk e Sloviansk. "Facciamo fuoco di sbarramento in modo che i russi non pensino di avere il via libera per avanzare", afferma. "È campagna, non abbiamo molti luoghi dove nasconderci. Per questo siamo sempre in movimento. Spariamo e ci spostiamo. Spariamo e ci spostiamo", conclude.

Poche parole sulla questione rifornimento del carburante ("Abbiamo i nostri metodi"), ma

per quanto riguarda l'umore del gruppo, il soldato afferma che attualmente l'esercito ucraino ha mancanza di uomini e mezzi. "Ritirarsi non è bello", confessa, "torneremo appena sarà possibile".

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