
Nuova vita al JCPOA? Forse. L'Iran fa sapere di essere disposto a negoziati indiretti con gli Stati Uniti sulla questione nucleare. La politica del regime dell'ayatollah, resta quella di evitare negoziati diretti in condizioni di massima pressione e minacce militari, ma i negoziati indiretti, come sono esistiti in passato, ottengono l'avallo dell'establishment, per mano del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Il ministro ha reso noto di aver risposto alla lettera del presidente Donald Trump e di averla inviata al Sultanato dell'Oman, che agisce da intermediario tra l'Iran e gli Stati Uniti, a causa della mancanza di relazioni diplomatiche aperte. Non sono stati resi noti i dettagli della risposta iraniana né i contenuti della lettera di Trump all'ayatollah Ali Khamenei, che è arrivata mentre l'amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni all'Iran come parte della sua campagna di “massima pressione”.
La lettera di Trump è stata consegnata ai funzionari iraniani da Anwar Gargash, un diplomatico emiratino di alto livello, durante la sua visita a Teheran il 12 marzo 2025.Trump ha cercato di avviare colloqui sul programma nucleare di Teheran che sta avanzando rapidamente. Oltre alle sanzioni, Trump ha anche suggerito che l'azione militare contro l'Iran rimane una possibilità, pur sottolineando che crede ancora che si possa raggiungere un nuovo accordo.
Questo mese, gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro una delle poche milizie alleate dell'Iran rimaste, che rappresentano ancora una potente minaccia per i propri interessi. Gli attacchi ai ribelli Houthi dello Yemen sono serviti da avvertimento, un'anteprima di ciò che l'Iran stesso potrebbe affrontare se si rifiutasse di collaborare. Con l'economia iraniana in caduta libera, la presa sulla regione in calo e la rabbia pubblica in aumento, i funzionari ststatunitensi vedono l'occasione perfetta per forzare la mano di Teheran, stringendo il cappio economico e rendendo inequivocabilmente chiara la minaccia di un'azione militare. Ma non sarà così semplice: l'Iran è molto cauto nel sembrare debole e l'ultima cosa che vuole è essere visto come qualcuno che capitola di fronte a Trump.
Durante il suo primo mandato come presidente degli Stati Uniti, Trump ha ritirato gli Stati Uniti da un accordo del 2015 tra l'Iran e le potenze mondiali, che imponeva rigidi limiti alle controverse attività nucleari di Teheran in cambio della revoca delle sanzioni.
Da quando Trump si è ritirato nel 2018 e ha reintrodotto ampie sanzioni statunitensi, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha affermato che l'Iran ha accumulato abbastanza materiale fissile per diverse bombe, ma non ha fatto alcuno sforzo per costruirne una.
- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.