Centrodestra al governo: ora una rivoluzione culturale conservatrice

Interesse nazionale, famiglia, radici cristiane, Europa, natura, libertà: ecco le parole d'ordine su cui fondare un'azione di governo duratura

Centrodestra al governo: ora una rivoluzione culturale conservatrice

L’Italia finalmente volta pagina. Dopo più di dieci anni, il centrodestra tornerà a governare il Paese, questa volta con una coalizione a trazione conservatrice. Il dato politico è chiaro: gli italiani hanno premiato la proposta politica del centrodestra e in particolare di Fratelli d'Italia che supera abbondantemente la soglia psicologica del 25% certificando il successo di Giorgia Meloni. Negli ultimi anni FdI ha compiuto un percorso politico e culturale avvicinandosi a una tradizione di pensiero conservatore e sposando battaglie e temi cari a un conservatorismo tricolore che l'hanno portata a sfondare sia tra i ceti più deboli sia nel mondo imprenditoriale. Si tratta di un risultato notevole in termini di consenso che premia la scelte della Meloni di mantenere una linea chiara e coerente. Come ha detto la leader di Fdi (o dovremmo già definirla il futuro premier?), il risultato del centrodestra è un punto di partenza e non di arrivo. La Meloni è consapevole della complessità del momento e delle sfide che l'aspettano nei prossimi mesi; dal caro energia all'inflazione, dal rapporto con l'Ue alla difficile situazione geopolitica.

Le prossime settimane saranno decisive sotto vari punti di vista a partire dalla formazione della squadra di governo e dalle scelte dei ministri e sottosegretari, ci saranno poi altre importanti nomine nei ministeri, nella Rai, nelle partecipate. Occorre (passatemi l'espressione inglese) un vero e proprio “spoil system” realizzando quanto fatto dalla sinistra dal Sessantotto in avanti. La lezione dei territori è emblematica: si può cambiare il sindaco e gli assessori ma se la macchina amministrativa rimane ostile, ci sarà sempre un funzionario che cercherà, se non di impedire, quantomeno di rallentare e mettere i bastoni tra le ruote a misure ritenute ostili alla sua visione ideologica. Per questo diventa imprescindibile avviare un lavoro che senza dubbio richiederà tempo ma di cui si sente quanto mai il bisogno di contro egemonia culturale.

Oltre alla scelta delle persone, c'è però una questione più profonda che è prioritaria per il prossimo esecutivo ed è la necessità di portare avanti temi e valori cari al mondo conservatore. È necessaria una vera e propria rivoluzione culturale che metta al centro dell'azione di governo politiche basate su valori storicamente conservatori. L'affermazione popolare e l'ampia maggioranza in Parlamento, permettono al centrodestra di avere l'agibilità per realizzare politiche che, sebbene verranno attaccate da media e personalità del mondo dello spettacolo, del cinema, del giornalismo progressista, rappresentano passaggi fondamentali per costruire una contro egemonia culturale. Il mondo conservatore ha la possibilità di realizzare azioni basate su un solido retroterra valoriale, solo così può sperare di incidere a fondo e in modo duraturo. La vittoria del centrodestra apre la strada a una rivoluzione culturale conservatrice riprendendo il motto di prezzoliniana memoria di innovare conservando.

Interesse nazionale, famiglia, radici cristiane, Europa, natura, libertà, sono le principali parole d'ordine su cui fondare un'azione di governo duratura. Servirà la forza di scelte non facili che porteranno a critiche, attacchi mediatici, ci saranno momenti difficili e complessi ma occorre il coraggio di cambiare l'Italia. Un coraggio che alla Meloni non è mai mancato.

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