Lady "Fisherman's Friends" esclude il figlio dall'eredità

Doreen Lofthouse lascia 41 milioni ai bisognosi e niente a Duncan. Che però resta a guida dell'azienda

Lady "Fisherman's Friends" esclude il figlio dall'eredità

Quante caramelline del pescatore serviranno per far passare 41 milioni di groppi in gola? Possiamo provare a chiederlo Duncan Charles Lofthouse, 69 anni, che la madre, Doreen Lofthouse, a cui si deve il successo delle Fisherman's Friends, le potenti caramelle all'eucalipto, ha dimenticato nel suo testamento.

La donna - vedova da tre anni - è morta lo scorso anno all'età di 91 anni, ma solo ora si è scoperto che le sue ultime volontà sono state quelle di destinare il suo patrimonio di 41 milioni di sterline ai poveri, lasciando le briciole (300mila sterline) ai suoi collaboratori domestici e i gioielli, che presumiamo non siano bigiotteria da quattro soldi, alla nuora. Ma il figlio è rimasto a bocca asciutta (ma immaginiamo ben decongestionata). Ci permettiamo comunque di invidiarlo: resta a capo di un'azienda che, grazie alle capacità della madre, fattura 55 milioni l'anno grazie alle caramelline vendute in centoventi Paesi del mondo. Alla fine il «povero» Duncan se la caverà, sospettiamo.

Perché sorprendersi, del resto? Doreen nella sua comunità - Fleetwood, Lancashire, nel Nord-Overst dell'Inghilterra - era adorata per la sua munificenza, al punto da essere soprannominata la «mamma di Fleetwood» (appellativo un po' ironico, visto dalla prospettiva di Duncan). A lei si devono opere di beneficenza e anche il restauro di The Mount, uno dei principali monumenti della cittadina.

Una storia notevole, quella di Doreen, che giovanissima sposò Tony Lofthouse, il nipote di James, il farmacista che nel 1865 nella sua botteguccia inventò una potente caramellina a base di mentolo ed eucalipto in grado di alleviare il mal di gola dei pescatori locali, che passavano le notti in ostaggio del clima non proprio clemente del Mar d'Irlanda. Una gloria locale fin quando Doreen si mise in testa di far conoscere a tutto il mondo le virtù delle pastiglie. Lo fece decisamente bene, visto che dagli anni Sessanta dello scorso secolo le Fisherman's Friends (letteralmente: amiche dei pescatori) sono diventate un prodotto iconico che spesso non resistiamo ad acquistare alla cassa dell'autogrill. Di loro amiamo il gusto potente «sturanaso» e la forma a losanga che a Doreen fu ispirata da certi bottoni di un suo abito.

Non è infrequente il caso che i figli vengano sbianchettati da eredità ingenti. Tra i casi recenti più noti quello di Johnny Halliday, morto il 9 dicembre 2017. Nei mesi successivi i figli di prime nozze del cantante francese, Laura e David, accusarono la compagna Laeticia di aver plagiato il padre affinché li escludesse dal testamento da 100 milioni. La guerra a colpi di carte bollate durò fino a quando l'ultima «signora Hallyday» accettò di versare 2,5 milioni a Laura oltre a concederle altre minuzie, mentre David rinunciò a qualsiasi pretesa.

Anche l'attore Tony Curtis, morto nel 2010, dribblò con abilità i suoi figli, compresa l'attrice Jamie Lee (nota tra l'altro per Un pesce di nome Wanda), nel redigere il suo testamento, di cui beneficiò soltanto la quarta e ultima moglie Jill Vandenbergh, di 42 anni più giovane. E anche Jerry Lewis, morto nel 2017, diseredò i sei figli nati (cinque naturali e uno adottato) dal primo lungo matrimonio con Patti Palmer, preferendo lasciare tutto alla seconda moglie SanDee Pitnick e alla figlia adottata con lei, Danielle.

Da noi l'eredità che ha fatto più discutere negli ultimi anni è stata quella di Bernardo Caprotti, l'«inventore» di Esselunga, morto nel 2016: i figli nati dal primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, sono rimasti tagliati fuori dal cda e da qualsiasi ruolo direttivo di Supermakets

Italiani, anche se hanno ricevuto il 30 per cento delle quote che dopo un lungo arbitrato hanno provveduto a vendere alla vedova Giuliana Albera e all'altra figlia Marina Sylvia. Una consolazione non così magra, in fondo.

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