Di Maio attacca sui vitalizi e accusa un parlamentare già morto

Il vice presidente della Camera promette di muoversi, ma non si informa prima

Di Maio attacca sui vitalizi e accusa un parlamentare già morto

Un discorso accorato e un'accusa ben precisa, rivolta a quanti usufruiscono di quello che per Luigi Di Maio è un "privilegio medievale", ovvero di quel vitalizio che spetta per legge a chi è stato parlamentare della Repubblica.

Un invito al cambiamento da parte del vice presidente della Camera che si schianta con violenza contro una gaffe da manuale, quando Di Maio accusa anche "un tal Boneschi" che "ora prende 3.108 euro".

Avrebbe pur ragion Di Maio a dire che l'ex parlamentare Luca Boneschi, avvocato e militante con il Partito Radicale, gode di quel vitalizio nonostante sia stato al suo posto per solo un giorno: eletto il 12 maggio 1982 per sostituire Marcello Crivellini, dimissionario, e dimessosi il giorno seguente, con l'assenso dell'Aula.

Non fosse che Luca Boneschi è morto nell'ottobre dello scorso anno e che i vitalizi sono per definizione concessi "vita natural durante". Boneschi non ha dunque titoli per stare nella stessa categoria in cui Di Maio elenca "Scajola, Taormina e Laboccetta ma anche Ilona Staller, Vittorio Sgarbi, Ombretta Colli o Eugenio Scalfari".

Il vice presidente della Camera promette di agire

immediatamente se il suo partito vincesse in Sicilia e di "combattere fino all'ultimo" anche a livello nazionale. Per quanto riguarda la correttezza delle informazioni da lui proposte, anche su quello c'è da lavorare ancora.

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