"Nascondono la verità sulla pandemia perché sui morti hanno gravissime colpe"

Il fondatore del Forum di Cernobbio: "Dpcm confusionari hanno aggravato la situazione, spaventoso il numero dei ristoranti chiusi"

"Nascondono la verità sulla pandemia perché sui morti hanno gravissime colpe"

«Nascondere la verità può significare nascondere colpe gravi». Non usa giri di parole Alfredo Ambrosetti, ispiratore e fondatore dell'associazione Per il Progresso del Paese e «inventore» del Forum Ambrosetti di Cernobbio dopo la decisione di fermare al 30 gennaio 2020 - prima dello stato di emergenza - le indagini della Commissione parlamentare sulla pandemia. Il Giornale lo ha intercettato prima di un incontro online con Tim Shriver, Chairman di SOI «sulla sfida della fiducia e della possibilità» e il filantropo varesino non ha perso tempo a cercare parole di circostanza. «Qualcuno non vuole la verità perché la verità è la mancanza di un Piano pandemico aggiornato, che ha costretto ad improvvisare senza una guida, per di più con un virus del tutto sconosciuto e potentissimo e che è stata la causa di un numero incredibile di morti giornalieri che a Bergamo hanno costretto ad utilizzare gli automezzi dell'Esercito per trasportare le bare che si accatastavano, senza alcuna indicazione dei nomi delle persone decedute».

I legali dei parenti delle vittime sono furiosi...

«Ho avuto la fortuna di conoscere l'avvocato Consuelo Locati, quando racconta il dolore che ha sofferto quando ha saputo che la salma del papà era finito a Firenze e lei l'ha saputo solo per puro caso non riesco a trattenere le lacrime...».

Cosa pensa del modo in cui la politica ha gestito la pandemia?

«I dati dimostrano inequivocabilmente che in rapporto alla popolazione noi abbiamo avuto più morti degli altri Paesi ma c'è un motivo di gravità in più, quei Dpcm che cambiavano di giorno in giorno, a dimostrazione della confusione di idee e della incompetenza. Per fortuna è arrivato Mario Draghi che da persona competente ha sostituito l'ex commissario ai vaccini Domenico Arcuri con il generale Francesco Paolo Figliuolo, persona che ha un'impareggiabile esperienza logistica».

È possibile che interi settori fiaccati dal Covid possano riprendersi o c'è un modello di sistema Paese da ripensare?

«Purtroppo coloro che prendevano le decisioni che avrebbero dovuto salvaguardare la salute, irresponsabilmente non indicavano i danni che ogni decisione da loro imposta provocava all'economia quindi ai posti di lavoro, alla mancanza di fatturato. Chiunque sa cosa capita ad un'azienda non potendo lavorare. Dopo pochi mesi di inattività significa piegarsi sulle ginocchia, vedere aggravate le proprie condizioni di sopravvivenza. E poi, tanto più frequenti sono gli impedimenti di lavorare, non avere più la forza di rialzarsi e fallire. Folle vietare l'accesso ai musei, come se non avessero spazi sufficienti per garantire distanziamento, mascherine, rispetto delle regole, proibire di andare da un Comune ad un altro, azzerando il desiderio di un turista straniero o italiano di spostarsi

Poi c'è il dramma della ristorazione...

«Il numero di quelli che non ce l'hanno fatta e non hanno più riaperto è spaventoso. E il precedente governo cosa ha deciso? Abbiamo affidato la Salute di tutti a un ministro (Roberto Speranza, ndr) senza alcuna competenza, che invece ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi come missione è quello di far prevalere i valori della sinistra.

Pensa che il Paese possa riprendersi grazie al Pnrr?

«Premessa: il nostro Paese era già costituzionalmente fragile. Il Coronavirus ha ulteriormente danneggiato la nostra economia. Per fortuna il nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi è persona di grande competenza e autorevolezza, stimato internazionalmente.

La grande quantità di soldi che l'Unione Europea ci stanzia è fortemente vincolata a soluzioni degne di tal nome di problemi che per noi sono di lunghissima data e che per essere risolti richiedono riforme non semplici. Speriamo in bene...».

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