Pugno duro del Cremlino: altri 9 anni a Navalny. "Ma Putin teme la verità"

La condanna per frode. Lui: "Non mi arrendo". E lancia una fondazione contro la corruzione

Pugno duro del Cremlino: altri 9 anni a Navalny. "Ma Putin teme la verità"

L'oppositore russo Aleksej Navalny è stato condannato per «frode» e «oltraggio alla corte». Il giudice Margarita Kotova ha detto di aver aggiunto un anno e mezzo di libertà vigilata e una multa di 1,2 milioni di rubli, circa 10.000 euro, alla sentenza, anche se il critico del Cremlino è già stato in prigione per più di un anno. Non solo: l'uomo a cui Putin ha dichiarato personalmente guerra non ha nessuna intenzione di piegarsi. Già sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento con un agente nervino, già condannato a due anni e mezzo di carcere, già etichettato leader di un'organizzazione «estremista» oggi viene condannato ad altri nove anni di detenzione. Processo dal finale piuttosto scontato, che sa più di avvertimento a eventuali oppositori. «Un palese atto di arbitrarietà», ha detto un portavoce del ministero degli Esteri tedesco. «Né io né i miei compagni ci limiteremo ad aspettare. Non solo continueremo a far funzionare la Fondazione anti corruzione, ma la porteremo a un nuovo livello. Diventerà una organizzazione internazionale globale», ha scritto Navalny. Il denaro ricevuto insieme al Premio Sakharov nel 2021 di 50mila euro «sarà il primo contributo versato a questo fondo». «I cittadini dell'Unione europea, mi hanno assegnato questo premio per la lotta contro la corruzione. Sono grato e destino il loro denaro per proseguire questo impegno», ha promesso Navalny: «il mio volo spaziale durerà un poco più di quanto pensavo: la navicella è entrata in un loop temporale». Ma «i numeri non contano, è solo un segno sulla mia cuccetta e niente di più». «Le parole hanno potere. Putin ha paura della verità. L'ho sempre detto. Lottare contro la censura e portare ai russi la verità rimangono le nostra priorità. Il Cremlino ha schiacciato i media, e in risposta noi ne creiamo di nuovi», scrive il dissidente, ricordando di aver presentato a inizio marzo il canale youtube «Politica popolare» (Popularnaya Politika) che ha già quasi un milione di abbonati. «Il sostegno migliore per me e gli altri prigionieri politici non sono la simpatia e le parole gentili, ma le azioni. Qualsiasi attività contro il regime fraudolento e ingannatore di Putin. Qualsiasi forma di opposizione contro questi criminali di guerra». «Non siate pigri. Questo rospo che siede su un oleodotto non si deporrà da solo», conclude il dissidente in una serie di tweet.

L'oppositore non rinuncia poi al sarcasmo e scrive: «Nove anni. Come dicono i personaggi della mia serie tv preferita The Wire: Fai solo due giorni, il giorno in cui entri e quello in cui escì». «Avevo perfino una T-shirt con questo slogan, ma le autorità penitenziarie me l'hanno confiscata, considerandola estremista», si legge nel tweet dell'oppositore gestito dai suoi avvocati. Il regime di massima sicurezza, ora, potrebbe privare Navalny anche della possibilità di comunicare col mondo esterno. I suoi messaggi sui sociale e le bordate contro Putin durante il processo, lo hanno reso una delle voci contro la guerra più importanti in Russia. E più scomode.

Intanto i suoi avvocati Vadim Kobzev e Olga Mikhailova, sono stati rilasciati poco dopo essere stati fermati dalla polizia mentre parlavano con i giornalisti fuori dalla Corte. «Hanno liberato Olga Mikhailova e me - ha detto Kobzev, citato dai media russi - e sono stati così gentili che ci hanno anche riaccompagnato fino a dove erano parcheggiate la nostra macchina».

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