Siri, l'ira di Salvini sui 5 Stelle "Vogliono una crisi di governo"

Lo sfogo del vicepremier dietro le quinte: "Vogliono una crisi in piena campagna elettorale". E la Lega prepara la contromossa

Siri, l'ira di Salvini sui 5 Stelle "Vogliono una crisi di governo"

La richiesta delle dimissioni di Siri da parte del premier Giuseppe Conte fa saltare il banco del governo. Dietro la calma apparente seguita all'annuncio del presidente del Consiglio che ha messo alla porta il sottosegretario della Lega, c'è una tensione altissima che mette a rischio la tenuta del governo. Salvini non l'ha presa bene. Un colpo basso quello dei Cinque Stelle a poche settimane dal voto per le Europee (test fondamentale per la maggioranza gialloverde).

E così adesso il vicepremier leghista teme una imboscata da parte dei penatstellati. Un'imboscata che come ricorda ilGiornale è stata probabilmente preparata e portata avanti dal premier Conte. Lo sfogo di Salvini si è fatto sentire ed è arrivato a Roma direttamente da Budapest: "Vorrei sapere cosa gli sta saltando in mente. Hanno deciso di aprire una crisi in piena campagna elettorale? Una follia, ci stanno provando in tutti i modi. Perché questa fretta? Non vogliono aspettare nemmeno che Siri spieghi ai giudici come stanno le cose?", riporta Repubblica. Parole dure che mettono in agitazione l'intero governo. Conte ha già messo all'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri la richiesta delle dimissioni per Siri. Il sottosegretario tiene e afferma di voler lasciare solo in caso di mancata archiviazione dell'indagine che pende su di lui per corruzione. Qualche ministro della Lega punta già il dito contro i grillini e va all'attacco: "Forse questo prtoagonismo è poco gradito ai nostri alleati?". Il riferimento è alla politica portata avanti dalla Lega che di fatto ha sottratto il palcoscenico ai 5 Stelle.

I sondaggi parlano chiaro: il Carroccio continua a crescere e i grillini lottano per mantenere la linea del 20-22 per cento contro il 31-32 dell'alleato leghista. Salvini va all'attacco e sottoliena come la mossa dei grillini sia del tutto inopportuna. Così li sfida sull'agenda di governo: "Vorrei che la stessa fretta mostrata dal premier e dai 5 stelle sul caso Siri fosse impiegata anche per l’introduzione della flat tax - rilancia il leader leghista col suo vecchio cavallo di battaglia - Qui in Ungheria la tassazione con aliquota unica al 9 per cento per le società e al 15 per le persone fisiche ha portato in pochi anni la crescita al 5 per cento. Ho visto dalla terrazza del palazzo presidenziale una distesa di gru sulla capitale".

Il Carroccio comunque prepara la contromossa: la Lega si prepara ad abbandonare il Cdm durante il voto per le dimissioni di Siri. I ministri leghisti lascerebbero ai 5 Stelle la scelta definitiva. Uno scenario questo che potrebbe avere esiti imprevedibili sulla tenuta dell'esecutivo.

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